Contro le querele intimidatorie per la libertà di stampa: il diritto ad un’informazione libera
Poco più di un mese fa ci siamo guardati negli occhi, dentro la redazione, insieme al nostro editore, e abbiamo capito che non si poteva più continuare a fare finta di nulla. A un certo punto i problemi smettono di essere soltanto amministrativi, contabili o legali. Non si tratta più di avvocati che bussano alla porta, di fascicoli accumulati sulle scrivanie, di richieste di risarcimento sproporzionate. Quando tutto questo diventa sistematico, anno dopo anno, il problema cambia natura: diventa politico e democratico. Così abbiamo deciso che le persecuzioni giudiziarie subite dal Riformista dovessero finalmente entrare nel dibattito pubblico. Lo abbiamo fatto nel modo più semplice e netto: pubblicando una pagina con l’elenco — peraltro parziale — delle condanne per diffamazione inflitte al nostro giornale.
Pensavamo di compiere un gesto isolato, azzardato, magari destinato a cadere nel vuoto. E invece è accaduto qualcosa che non avevamo previsto. Nei giorni successivi si è incrinato il muro di rassegnazione che circonda il giornalismo italiano. Molti hanno riconosciuto in quella lista non solo la storia del Riformista, ma una condizione che riguarda una parte crescente dell’informazione italiana. Ha raccolto per........
