Fumo pakistano, il “Paesi dei Puri” è di parte e agisce per interposta persona
E se fosse una trappola? La domanda non è complottista, sorge dall’esperienza. Soltanto le parole indegne del ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif, che ha definito Israele “cancerogeno” e “maledizione per l’umanità” – e meno male che sono gli ebrei a essere cattivi! – dovrebbero indurre gli Stati Uniti a muoversi con maggiore cautela.
D’accordo, la proposta di Islamabad per una tregua della guerra contro l’Iran non si poteva rifiutare. Non fosse altro perché è stata la sola messa sul tavolo. A bocce ferme però, è palese che le simpatie del Pakistan pendano di più da una parte e non si possano definire oggettive. Vale però la pena ricordare le tante volte in cui Washington è andata a sbattere contri i sotterfugi inconcludenti dei vari leader pakistani. Dalla dinastia Bhutto a Musharraf. Negli anni della guerra in Afghanistan, la Casa Bianca è scesa a compromessi con doppiogiochisti di prima categoria, fieri della loro corruzione con cui da sempre governano il Paese, un groviglio di centri di potere in cui uno non sa mai cosa stia architettando l’altro. Mister 10%, lo........
