Federico II, tremila alle urne per il rettore: programmi e appelli al voto dei tre candidati
Si chiude l’era di Matteo Lorito, prima tornata giovedì e venerdì. In corsa ci sono Andrea Mazzucchi, Santolo Meo e Alessandro Pezzella
Perché il nuovo rettore della Federico II sia eletto al primo turno, è necessario che tra domani e venerdì vada alle urne almeno metà più uno dei 2.943 aventi diritto al voto tra docenti ordinari, professori associati, ricercatori e rappresentanti degli studenti e del personale amministrativo e tecnico. I candidati in corsa per il dopo Lorito — in ordine alfabetico — sono Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi umanistici, Santolo Meo, ordinario di convertitori, macchine e azionamenti elettrici, e Alessandro Pezzella, docente di chimica organica al Dipartimento di Fisica. Perché uno di loro risulti eletto, è necessario anche che ottenga almeno metà dei voti espressi più uno. Nel caso in cui questo non avvenga, il decano Nicola Fusco ha predisposto il calendario delle successive votazioni, previste per il 7 e l’8 per il secondo, e il 14 e il 15 per l’eventuale ballottaggio. Mentre nelle prime due votazioni risulta eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, nella terza — se necessario — si procederà a un ballottaggio tra i due candidati più votati nella seconda votazione e risulterà eletto il candidato che otterrà il maggior numero di voti. Ecco gli «appelli al voto» dei tre candidati.
Andrea Mazzucchi: «Ateneo efficiente. Al centro gli studenti»
Dopo la laurea a Napoli in Filologia dantesca e il dottorato presso l’università di Firenze, Andrea Mazzucchi, 60 anni, ha insegnato per alcuni anni nei licei, dal 2006 è stato associato e dal 2010 è ordinario di Filologia della letteratura italiana e di Filologia dantesca alla Federico II. È stato vicepresidente e presidente della Scuola delle Scienze umane e sociali ed è al secondo mandato come direttore del Dipartimento di Studi umanistici.
Professore Mazzucchi, qual è il punto più qualificante e caratterizzante del suo programma?«È difficile individuare un solo punto in un programma di oltre cinquanta pagine. Se dovessi sintetizzarlo in poche parole direi che il mio obiettivo è costruire una comunità universitaria fondata su quattro principi: collaborazione, inclusione, confronto, comunità. Credo che una governance efficace nasca dall’ascolto e dalla partecipazione di tutte le componenti dell’ateneo: studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo e bibliotecario. La Federico II dispone di straordinarie competenze interdisciplinari; il compito del rettore è metterle in rete, favorire il dialogo tra centro e dipartimenti e creare le condizioni perché ciascuno possa esprimere al meglio il proprio potenziale. Al centro di tutto restano gli studenti, perché sono loro la ragione stessa dell’esistenza dell’università, il tratto che distingue un’università pubblica da un centro di ricerca. Occorre perciò uno sforzo collettivo di collaborazione per migliorare i servizi agli studenti e attrarne di nuovi da tutta l’area del Mediterraneo, facilitandone la percezione di entrare a far parte di una comunità inclusiva e che garantisce una formazione di alto livello».
Qual è il provvedimento più urgente che si propone di attuare?«Mi piacerebbe indicare almeno 10 priorità, ma per restare nell’ambito della domanda direi la creazione di una struttura realmente efficiente di supporto alla ricerca competitiva. Oggi la qualità della ricerca dipende sempre più dalla capacità di partecipare a bandi nazionali ed europei. È quindi indispensabile accompagnare i ricercatori........
