Meloni e Trump, in politica estera l'amicizia non può esistere
I rapporti tra Stati non sono regolati dai sentimenti, ma dalla forza e dall’interesse, dalla geografia e dalla demografia, dalle materie prime e dal commercio, dal potere militare e dalla tecnologia, dalla storia e dall’ideologia. Quando sentite pronunciare la parola «amicizia», ricordatevi di Tucidide: «I forti fanno ciò che possono, i deboli subiscono ciò che devono».
Le reazioni sentimentali - da sinistra e da destra - su tre fatti accaduti nelle ultime 48 ore non servono a capire cosa sta accadendo, nel migliore dei casi sono un auto-inganno. Essere realisti negli affari esteri aiuta a non subire la strage delle illusioni.
Passiamo all’esame dei fatti. 1. Il primo fatto ha dimensione globale, è lo scambio ruvido tra il Papa e Donald Trump, il presidente americano ha criticato il Pontefice sull’Iran, Leone XIV ha risposto, ne è scaturito un caso di Bellum suspensum, un conflitto sospeso, destinato a riprendere perché è emersa una chiara frattura tra la strategia di Sicurezza Nazionale americana (nota a tutti e messa nero su bianco) e le idee del Vaticano sul diritto internazionale e la regolazione dei conflitti (idee da scoprire perché evocare il Vangelo come ha fatto il Papa non chiarisce dove siano i confini del dritto e del rovescio, in particolare nel caso del nucleare iraniano);
2. Il secondo fatto è di magnitudo inferiore, ma importante per l’effetto domino che può alimentare in Europa e di grande impatto sullo scenario politico interno in Italia: la critica di Trump a Giorgia Meloni per la linea scelta da Palazzo Chigi sulla crisi del Golfo. La premier aveva già spettinato il ciuffo del presidente in altre due........
