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Il cambio improvviso del capo delle carceri

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09.09.2019

Come si è già anticipato, taluni imputati contestano l'assioma da cui muove la Pubblica Accusa secondo cui il Direttore del D.A.P. Amato, dopo le stragi del 1992, in piena sintonia col Ministro Martelli, fosse strenuo fautore dell'applicazione del regime del c.d. 41 bis e, più in generale, della instaurazione di un regime carcerario di particolare rigore nei confronti dei detenuti più pericolosi ed, in primis, tra questi, proprio degli appartenenti all'associazione mafiosa resasi responsabile di quei efferati delitti.
Tale contestazione delle difese muove, invece, a sua volta, innanzitutto dalle dichiarazioni rese proprio dal Ministro Martelli già in altre sedi (infatti, specificamente contestate al teste Amato in sede di controesame) secondo cui Amato sarebbe stato, appunto contrario alla riapertura dei carceri di Pianosa e Asinara, al trasferimento dei detenuti deciso la notte successiva alla strage di via
D'Amelio e al regime del c.d. 41 bis, nonché, più in generale, all'eccessivo rigore carcerario nei confronti dei mafiosi, tanto da essersi sottratto dalla firma dei decreti di applicazione del 41 bis delegati dal Ministro al D.A.P. e da avere esplicitamente sollecitato una revisione in senso meno afflittivo del regime carcerario con l'appunto indirizzato al Ministro Conso il6 marzo 1993.
Orbene, quanto al primo punto, quello relativo alle pregresse dichiarazioni del Ministro Martelli sopra sintetizzate, va registrata, innanzitutto, la replica, a tratti veemente, del teste Amato che ha contestato puntigliosamente in fatto le affermazioni dell'ex Ministro, sentendosi addirittura "offeso" dalla ricostruzione degli avvenimenti successivi alle due stragi del 1992, per essersi egli, piuttosto,
prodigato sia per la riapertura delle carceri di Pianosa e Asinara ("... la cosa che abbiamo fatto, che io ho fatto, è stata quella di riaprire ... naturalmente c'è statala necessità di un certo periodo di tempo, Asinara e Pianosa ... ... ... È stata una mia iniziativa. Cioè io ho preso, le dico subito, ho preso un Ispettore molto esperto degli istituti di pena, che era il dottor Ciccotti, Raffaele Ciccotti, un
vecchio Ispettore, persona molto esperta, l'ho mandato immediatamente a Pianosa e all'Asinara perché mi indicasse i lavori che erano necessari fare per riadattare queste due isole, che avevamo abbandonato, a finalità penitenziarie, soprattutto per la riapertura dei reparti di massima sicurezza. Fornelli all'Asinara e la sezione Agrippa a Pianosa .... ... ... La prima cosa che noi abbiamo fatto è stata quella di riattivare le isole a fini penitenziari, l'isola di Pianosa e l'isola dell 'Asinara, questo è quello che abbiamo fatto ........ Martelli era d'accordo su questo, era d'accordo"), sia per il trasferimento immediato dei detenuti ristretti nel carcere dell'Ucciardone nel corso della notte tra il 19 ed il 20 luglio 1992, smentendo, poi, quanto a quest'ultimo accadimento, che egli possa essere stato assente o non raggiungibile ("Poi il 19 luglio c'è stata la strage di via D'Amelio, mi pare il 19 luglio ... . .... E io ricordo che la notte fra il 19 e il 20 luglio, cioè morto Borsellino e gli uomini della sua scorta, io passai, ricordo perfettamente, la notte in bianco, con i miei collaboratori al Ministero della Giustizia e ci siamo sentiti con il ministro Martelli. Il quale mi disse: "Mettimi in condizione di fare un atto politico significativo di risposta immediata alla strage di via D'Amelio". E allora quello che facemmo fu che io telefonai, parlammo con il Direttore dell'Ucciardone, mi pare fosse Rizza, adesso però posso pure sbagliarmi, perché son passati più di vent'anni, e gli ho detto: "Senti, dammi, prepariamo insieme un elenco ", credo di cinquantacinque detenuti, che stavano all'Ucciardone, particolarmente pericolosi, e ho portato, ho predisposto il decreto e il Ministro lo ha firmato ... ... ... Li abbiamo trasferiti a Pianosa e credo abbiamo subito contestualmente applicato il 41 bis. Io ricordo che la notte fra il 19 e il 20 mi sono occupato di questo. Infatti io ho qui... poi se la Corte vuole posso darle questa documentazione, questo è il provvedimento di trasferimento dei detenuti a Pianosa, che è stato predisposto, e difatti il Direttore del carcere, dopo il provvedimento di Martelli di trasferimento immediato a Pianosa di questi cinquantacinque detenuti ... perché in questi cinquantasette giorni tra Falcone e Borsellino Pianosa era pronta ad accogliere i primi detenuti. Avevamo fatto con grande urgenza i lavori necessari, mentre credo che l'Asinara è stata pronta qualche giorno dopo di Pianosa") e rivendicando l'indispensabile apporto proprio del D.A.P. da lui diretto per l'individuazione sia dei detenuti da trasferire dall'Ucciardone nella immediatezza, sia di quelli cui applicare il regime del 41 bis [...].
D'altra parte, che il Ministro potesse effettivamente fare tutto da solo o solo con il proprio Ufficio di Gabinetto ed il proprio staff senza passare attraverso un intervento del D.A.P. quanto meno per individuare materialmente i nominativi dei detenuti da trasferire, oltre che inverosimile, appare smentito dallo stesso Capo di Gabinetto dell'epoca, la Dott.ssa Pomodoro, la quale, infatti, in proposito ha riferito che immediatamente dopo la strage di via D'Amelio, appunto, il Ministro Martelli si mise in contatto con l'Ufficio di Gabinetto e con il D.A.P. per preparare i decreti di trasferimento dei detenuti dall'Ucciardone poi firmati quella stessa notte ("... posso dirle che il Ministro Martelli, saputo della strage di Via D'Amelio, si mise in contatto con gli uffici oltre che del Gabinetto anche del Dipartimento e pretese che venisse messo in atto il provvedimento di cui lei sta parlando. Il provvedimento, come lei sa, fu firmato dal Ministro nella notte all'aeroporto, anzi all'alba all'aeroporto. Poi il provvedimento non poteva non essere predisposto dall'ufficio, dal dipartimento penitenziario, perché lì erano i dati relativi a questo personale. Venne predisposto e fu portato alla attenzione del Ministro quando il Ministro ritornò da Palermo;...P. M DI MATTEO: ''.... Venne predisposto quindi dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria materialmente; DICH. POMODORO: ''Certo, certo, non poteva dire diversamente").
E non appare certo verosimile che, in un frangente così grave, gli Uffici del D.A.P. possano essersi attivati senza che il suo Direttore ne fosse quanto meno informato.
Claudio Martelli, d'altra parte, sentito nel corso del presente dibattimento, pur collocando Amato, così come, peraltro, anche il Capo della Polizia Parisi, tra coloro che avevano manifestato perplessità sulla riapertura delle carceri di Pianosa e Asinara [...] e confermando, in generale, le perplessità dello stesso Amato sull'utilità del regime del 41 bis [...], tuttavia, ha sostanzialmente ridimensionato il tenore delle dichiarazioni sulla "assenza" di Amato nella notte successiva alla strage di via D'Amelio.
Martelli, infatti, ha precisato che in quel momento gli fu detto dalle Dott.sse Pomodoro e Ferraro soltanto che Amato non era rintracciabile e che, pertanto, egli non ha ragione per dire che quest'ultimo non avesse voluto firmare i provvedimenti di trasferimento dei detenuti nelle isole [...].
Ora, delle dichiarazioni della Dott.ssa Pomodoro si è già........

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