Da Pontida la sorpresa per uscire dall’angolo: un congresso straordinario della Lega
Pontida ha partorito un inedito sorprendente. Dal cilindro di Matteo Salvini è uscita l’idea di un Congresso straordinario della Lega: ieri la proposta è passata al Consiglio federale del partito e le assise si terranno prossimamente. Un’iniziativa che ha spiazzato un po’ tutti, annunciata alla fine del suo intervento, quando parlava da militante e non da vice premier, mai trapelata in questi giorni di contatti negoziali con l’ala frondista. Una mossa del cavallo la sua, in un contesto che si vuole plebiscitario all’interno di un gioco duro, quello che a Salvini riesce meglio. Con due obiettivi che si legano fra loro. Il segretario intende rilanciarsi e rilanciare un partito in picchiata nei sondaggi e scosso dalle contestazioni interne. Per ottenere questo, deve far saltare il tavolo, azzerare i critici nordisti e a quel punto, dopo la chiamata, chi non ci sta deve togliere il disturbo. In un partito strutturato sulla figura del capo, le mezze misure non valgono più di tanto: bisogna far la conta e trarre le conclusioni nette. Su questo Salvini è stato chiaro ed è arrivato sul pratone con l’intenzione di chiudere con lo «stallo dinamico» fra le due parti che stava paralizzando il movimento: da un lato il reiterato rifiuto del capo alle richieste dei governatori........
