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Un “No” reazione dei troppi paria d’Italia

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26.03.2026

Ormai è evidente il “No” abbia prevalso perché il popolo non si è sentito considerato da governo e partiti di maggioranza. Questo non significa che la gente non avverta il senso d’ingiustizia che pervade l’Italia. Un senso d’ingiustizia diffuso che, dalle aule dei tribunali passando per uffici pubblici e banche, ha trasformato gli italiani in paria d’Europa. Gli italiani sono finiti in povertà, ed in nome di politiche che promuovono (o non ostacolano) le “normative europee”, gli obblighi digitali, l’obbligo al dialogo informatico con la pubblica amministrazione, le strettoie su uso del contante e prestiti bancari, le certificazioni varie per ottenere uno straccio di lavoro. Alla gente veniva promesso nel 2022 l’abbattimento d’iniquità ed ostacoli. Ma il presidente del Consiglio è stato assorbito da un tourbillon di tavoli internazionali, europei, statunitensi, mondiali. Tra incontri e trattative sono passati quattro anni: prima con Biden e poi con Trump, quindi con Elon Musk non disdegnando Bill Gates e tutto il contorno di “poteri bancari europei” che sempre minacciano l’Italia e tutti i popoli dell’Ue. Alla fine, Giorgia Meloni non ha trovato ancora il tempo ed i modi per pensare alla gente italiana: probabilmente ora lo farà, o tenterà di farlo. 

Del resto, tutti i governanti europei reputavano con certezza (almeno fino a poco fa) fosse ormai compiuta la “fine della storia”, prendendo per prassi incontrovertibile la teoria del politologo Francis........

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