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La Francia, laboratorio spirituale d’Europa

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29.09.2026

Con la messa celebrata ieri mattina nella Cattedrale di Saint-Étienne a Metz – città a nord est della Francia quasi al confine tra Lussemburgo e Germania – si è concluso il sesto viaggio apostolico di Papa Leone XIV. Lo scorso giugno il pontefice aveva visitato la Spagna – terra che nell’immaginario continua ad evocare una vita spirituale attiva e profonda – e questa volta è stata la Francia il luogo raggiunto dal successore di Pietro. Nazione, la Francia, che invece vive nel pieno secolarismo, mostrandosi come un paese laico da manuale, dove fa parte dell’identità dei cittadini – almeno da qualche secolo – il tentativo di tenere ben distanti le questioni di Stato e quelle religiose. C’è spazio per tutti ma nessuno ha più autorità di qualcun altro: la laicità è un po’ questo. Nel tempo della crisi spirituale – fenomeno non tutto Occidentale, ma sicuramente molto più in ascesa qui da noi nel vecchio continente che non in Asia – delle incertezze economiche, delle frustrazioni relazionali e della tecnocrazia, per non parlare dello scientismo dilagante, sembra invece che alcune realtà insospettabili come la Francia si stiano addirittura trasformando in bacini di rinascita e resistenza. Chi l’avrebbe mai detto? La Francia di fatto è un laboratorio spirituale in fermento, dove essere “religioso” o “credente” non è una questione intrinseca o culturale, ma il risultato di scelte personali e di percorsi di conversione ben più complessi di quanto possiamo immaginare. Nel 2020 in Francia hanno ricevuto il battesimo 4.500 adulti (o “catecumeni”), oltre 21mila invece sono quelli che hanno ricevuto il primo sacramento nel 2026.

All’incirca, metà sono adolescenti e metà adulti. Mentre da noi il battesimo è un rituale culturale, una sorta di iniziazione all’italianità religiosa, in........

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