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Il grande veleno: la guerra nel nome di Borsellino

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05.06.2026

C’è un limite oltre il quale la dialettica giudiziaria e politica smette di essere ricerca della verità e diventa qualcos’altro. Un cortocircuito che lascia esterrefatti, soprattutto quando l’aggressività verbale rompe gli argini istituzionali per riversarsi, con violenza inaudita, persino sui social network ˗ compresi quei video che rimbalzano sulle piattaforme multimediali (da TikTok a X) tra toni accesi e accuse frontali.

​Parliamo dell’ultimo, durissimo attacco sferrato dall’avvocato Fabio Repici. Un assalto a 360 gradi che non si è “limitato” a colpire la presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia guidata da Chiara Colosimo, ma si è spinto oltre, tracciando un teorema che unisce figure storiche e affetti familiari in un unico grande atto d’accusa.

Secondo questa narrazione, i grandi “registi” occulti della Commissione sarebbero nientemeno che il generale Mario Mori, i figli di Paolo Borsellino e il loro legale (nonché genero del magistrato ucciso), l’avvocato Fabio Trizzino.

​Senza alcuna intenzione di schierarsi, ma con il solo dovere cronachistico e civile di porsi delle domande, è impossibile non rimanere sgomenti di fronte a una simile furia iconoclasta.

​LA DEMOLIZIONE DEI SIMBOLI E DELLE SENTENZE

​Il primo elemento che interroga........

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