Roseto, fanalino da ‘spegnere’. Esame per Forlì. E per Harper
Demonte Harper all’andata nel ko 88-82: fece 16 punti. Stasera dovrebbe giocare
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Mai fidarsi dell’ultima in classifica, a maggior ragione se si tratta di Roseto. Il primo pensiero che Forlì dovrà cancellare dalla sua mente stasera alle 20.30 quando affronterà in casa la Liofilchem Roseto (dirigeranno Wassermann, Tirozzi e Luchi) sarà la posizione in graduatoria degli abruzzesi. L’ultimo posto con un record di 6 vittorie e 25 sconfitte non deve far pensare a una partita agevole. Roseto è formazione viva, che nell’ultimo turno interno ha sconfitto Rimini e che punta a raggiungere Pistoia, penultima, con cui è in vantaggio negli scontri diretti.
Non bastasse un’avversaria per nulla arrendevole e il notevole peso della posta in palio, l’Unieuro aggiunge una situazione infortuni ancora del tutto da decifrare con tanti acciaccati e ben poche sicurezze. Situazione che fa dire a coach Antimo Martino "che è vietato pensare che sia una partita facile, anche perché ad oggi non siamo nelle condizioni di sapere chi degli infortunati riuscirà ad essere della partita". Aggiungendo però poi che "tuttavia sono certo, come già dimostrato di recente, che indipendentemente da chi scenderà in campo ci sarà la voglia di portare a casa due punti fondamentali". Dovrebbero in realtà giocare sia Gaspardo che Harper, ma da vedere con quale apporto. E della guardia americana, a questo punto, sono sotto esame le condizioni fisiche, un rebus da risolvere.
Poi Martino chiama a raccolta i tifosi: "Mi auguro che il Palafiera, pur comprendendo la delusione per una stagione non di livello, in quest’ultimo mese sia pronto a spingere la squadra per difendere tutti insieme la categoria e la passione della città per la pallacanestro. Le prossime partite saranno tutte determinanti".
Se è molto complicata la stagione dell’Unieuro, quella di Roseto lo è ancor di più. Partita con la beneaugurante vittoria casalinga all’esordio contro la Fortitudo, Roseto ha poi inanellato quattro sconfitte di fila che il 21 ottobre hanno portato la dirigenza a esonerare coach Alessandro Finelli: una decisione, come poi dimostrato, affrettata e prematura. Al suo posto Giovanni Bassi, con Finelli però richiamato il 23 gennaio con la squadra fanalino di coda e un bilancio di 4 vittorie e 18 ko.
I movimenti in casa rosetana avevano riguardato anche il roster. Infatti prima del ritorno di Finelli gli abruzzesi avevano inserito il playmaker Tommaso Laquintana e da Forlì il centro Angelo Del Chiaro. Poi nel ‘Finelli 2’ sono arrivati la super guardia D’Angelo Harrison, in uscita da Bergamo, che ha preso il posto di Justin Robinson, e la guardia Abramo Canka in prestito dalla Virtus Bologna.
Roseto oggi è una formazione che lotta, pericolosa, formata da uomini di talento ed esperienza, come provano le due vittorie nelle ultime quattro giornate (con Pistoia oltre che con Rimini). Successi che, dopo quello con la Fortitudo, si sono aggiunti a quelli casalinghi del 26 ottobre con Rieti e, dopo sette sconfitte di fila, del 30 novembre con l’Unieuro; poi l’unica affermazione lontana dalle mura amiche, il 21 dicembre a Milano.
Oltre al gruppo degli ex forlivesi, di cui con coach Finelli e Del Chiaro fanno parte Petrovic, Landi e l’immarcescibile Cinciarini (però infortunato: stasera non giocherà), Roseto ha un’ottima coppia di stranieri formata da Harrison e dall’esperto lungo ‘bonsai’ (è 1.98) Jalen Cannon. Dei 78 punti di media segnati Harrison ne fa 27.4 e Cannon 13.5 per un totale di 41, a cui i due aggiungono 12 rimbalzi e 5 assist. Cannon tira con il 67% da due, mentre l’ex Bergamo si tiene sul 42% da due, sul 35% da tre e sull’80% dalla lunetta. Fermare loro significa fermare Roseto. I due Usa sono i soli uomini in doppia cifra per gli abruzzesi, che subiscono quasi 85 punti di media. Attenti però, fra gli altri, anche al playmaker Laquintana, che in 23’ produce 8 punti e 2 assist di media con il 46% da due ed il 44% da tre.
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