Emergenza lavoro povero e salario insufficiente
In diverse occasioni il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha richiamato l’attenzione sulla perdurante criticità del lavoro povero, che incide negativamente sul tasso di natalità e sulla coesione sociale, riaprendo così il dibattito politico e sindacale sulla questione salariale.
A una prima impressione si potrebbe parlare di un paradosso, dal momento che nell’immaginario comune la povertà viene spesso ricondotta, impropriamente e semplicisticamente, a una condizione di fragilità economica e sociale dovuta alla mancanza di occupazione.
In realtà, le recenti dinamiche del mercato del lavoro restituiscono l’immagine di una società nella quale, sempre più frequentemente, il corrispettivo dell’attività lavorativa non consente di far fronte adeguatamente a un costo della vita divenuto sempre più gravoso.
Una situazione che, in molti casi, è aggravata dall’assenza cronica o dalla riduzione di ore/lavoro. In questo modo viene meno una delle funzioni fondamentali del lavoro, anche alla luce dei principi costituzionali: quella di contribuire a garantire la dignità della persona e a farla uscire da una condizione di povertà non soltanto economica, ma anche sociale.
Un problema che riguarda non solo i lavoratori dipendenti, ma anche quelli autonomi e che rende sempre più urgente una riforma strutturale dell’ordinamento lavoristico, capace di estendere e generalizzare le tutele. È in gioco, quindi, il livello dei salari reali, ormai spesso........
