La “questione residenziale” prioritaria nel “post Coppa”
Quanto sta vivendo Napoli con le preregate preliminari dell’America‘s Cup è indescrivibile per partecipazione, entusiasmo e gli auspici di un futuro, si spera, una volta per sempre, appagante rispetto ad aspettative, disattese da decenni di inerzia amministrativa. Tra i tanti spettatori, appostati ovunque, molti addirittura con cannocchiali panoramici da comodafruizione familiare, anche noi, sfidando l’anagrafe, abbiamo voluto vivere tra la gente quest’anteprima. Mentre tutto ciò si svolgeva in uno scenario unico, ci è venuta in mente una lontanariflessione di Raffaele La Capria riportata in “Napolitan graffiti”, in cui scrive: “In questo spazio protetto, che la natura ha suggerito e i napoletani si sono ritagliati, essi si muovono come i pesci in un acquario, facendo sempre le stesse cose”. Il tutto seguito da una chiusa molto profonda: “È questa l’autoreferenzialità, di cui essi sono prigionieri, un moto incessante che non è un vero movimento, ma un modo nevrotico per stare fermi. Basta leggere i giornali, fatti che si ripetono, problemi che ritornano,........
