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I morti, le malattie e la paura: il conto ancora aperto

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25.04.2026

L'ingegnere, ora in pensione, Nikolay Solovyov davanti ai ritratti delle prime vittime del disastro di Chernobyl (Ansa)

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Roma, 25 aprile 2026 – Probabilmente, non sapremo mai quante vittime ha fatto davvero il disastro di Chernobyl. L'esplosione del reattore numero 4, la nube radioattiva in volo sull’Europa, le ripercussioni sulla salute. La concatenazione di eventi sfortunati e negligenze umane accaduta la notte tra il 25 e il 26 aprile 1986 rende impossibile analizzare con precisione il bilancio di una tragedia che quarant'anni dopo fa ancora molta paura. Il Chernobyl Forum delle Nazioni Unite, redatto nel 2005 da Oms, Unscear, Iaea e altre agenzie, certifica con sicurezza 65 morti e stima 4mila decessi presunti, tra conseguenze dirette e indirette delle radiazioni, nel corso dei decenni successivi alla tragedia tra la popolazione più esposta. I Verdi europei fanno salire la stima a 30-60mila (‘The Other Report on Chernobyl’, 2006), Greenpeace a 200mila (‘The Chernobyl Catastrophe: Consequences on Human Health’, 2006).

In questo triste resoconto, qualche volto certo c’è, documentato tra il 1986 e il 2005. I primi a perdere la vita furono due operai della centrale, coinvolti nell’esplosione nell’istante in cui è deflagrata. Un terzo operaio si spense per trombosi poche ore dopo. Nelle settimane successive, secondo il rapporto finale del Chernobyl Forum, 134 tra operatori della centrale e primi........

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