menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Sempre meno negozi: in 13 anni a Lucca quasi uno su tre ha chiuso i battenti

15 0
14.03.2026

Morìa di negozi in centro storico, quasi uno su tre ha chiuso negli ultimi anni

Articolo: Il piccolo supermercato Pam si arrende: l’ultimo giorno del ‘Colzi’ e dei suoi 5 dipendenti

Articolo: Tra le 10 migliori colombe artigianali d’Italia 2026, due sono toscane

Articolo: “Così abbiamo salvato la ragazzina che fuggiva dal molestatore”. E i vertici Coop vanno a ringraziare i dipendenti

Lucca, 14 marzo 2026 – Quasi un negozio su tre ha chiuso negli ultimi tredici anni a Lucca: lo certifica una rapporto dal titolo “Città e demografia d’impresa” realizzata dall’Ufficio Studio nazionale di Confcommercio. Ma la desertificazione, che come noto oltre a creare evidenti problemi economici finisce per garantire meno sicurezza alle città sempre più sprovviste di presidi commerciali, è un fenomeno nazionale, come si può leggere nel rapporto che ha preso in esame un arco temporale che va dal 2012 al 2025 monitorando 107 capoluoghi di provincia e 15 città non capoluogo ma comunque con una popolazione numerosa.

Sono state prese in esame 18 categorie merceologiche: dagli alimentari ai tabacchi, dai libri ai mobili, dai carburanti ai computer, dai ristoranti agli alberghi e così via che sono quasi tutte in calo con l’eccezione dei ristoranti (principalmente nei centri storici), dei distributori automatici, delle rosticcerie e delle pasticcerie. Il quadro tracciato da”Città e demografia d’impresa” è a tinte drammatiche e presenta una crescita marcata delle vendite al dettaglio gestite ormai dai grandi centri commerciali, dagli ipermercati, dai supermercati, dai discount e dall’online (ancora troppo poco usato dai negozi tradizionali) che stanno letteralmente spazzando via le piccole attività.

Il piccolo supermercato Pam si arrende: l’ultimo giorno del ‘Colzi’ e dei suoi 5 dipendenti

“In un contesto di consumi deboli – si legge nel rapporto – la crescita delle vendite dei discount e dell’online sta progressivamente erodendo le quote di mercato dei negozi di vicinato, accentuando il fenomeno della desertificazione commerciale”. A cui si aggiunge un crescente numero di imprese: quelle italiane decrescono del 16,&% quelle di stranieri crescono nel solito periodo del 67,1%. Aumentano anche le società di capitali, a riprova che i primi a chiudere sono le piccole imprese individuali o a gestione familiare che provano a difendersi aumentando la crescita dimensionale e strutturale. Accennavamo della sicurezza, da qui al 2035, lo studio paventa città meno illuminate, con quartieri dormitorio, popolazione anziana con difficoltà a fare la spesa e un crescente degrado. Anche a Lucca la situazione è a dir poco complicata: dal 2012 al 2025 hanno chiuso il 28,5% dei negozi (siano essi con sede fissa o ambulanti). Una percentuale che colloca la nostra città tra le 40 più colpite.

A livello regionale, Lucca è la sesta più penalizzata dalla chiusure: peggio fanno Massa (-31,6%), Livorno (-29,8%), Pistoia (-29,5%) e Arezzo (-28,8%). Ma a rendere ancora più pesante la situazione lucchese è il dato anagrafico: mentre nelle altre città la popolazione è in diminuzione, da noi segna in questo lasso di tempo un aumento dell’1,5%. Come a dire che sulla carta ci sono anche più potenziali clienti ma la domanda continua invece a decrescere e a generare chiusure, anche nei settori che riguardano spese non voluttuarie e dunque è evidente che la domanda si sta orientando su altri canali di vendita con le ripercussioni economiche, sociali e di sicurezza che sono evidenti.

© Riproduzione riservata


© La Nazione