Il grande ritorno dello Stato padrone
Andy Burnham vuole riportare acqua ed energia sotto controllo pubblico. La crisi di Thames Water diventa il pretesto per trasferire debiti e inefficienze sui contribuenti.
La nazionalizzazione delle aziende britanniche dell’acqua e dell’energia non è più una suggestione della sinistra nostalgica. Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester e possibile futuro candidato alla guida del Labour, intende farne uno dei punti centrali del proprio programma. Secondo il Guardian, i suoi collaboratori stanno elaborando un progetto decennale per riportare sotto controllo pubblico ampie porzioni delle utility britanniche, cominciando dalla dissestata Thames Water.
L’operazione viene presentata con la consueta formula rassicurante: gli “elementi essenziali della vita” dovrebbero essere amministrati nell’interesse pubblico anziché in quello privato. È una frase politicamente efficace, ma economicamente vuota. Ogni impresa deve pagare lavoratori, reti, impianti, manutenzione e investimenti. La proprietà statale non cancella questi costi: cambia soltanto chi è costretto a sopportarli quando i conti non tornano.
Thames Water è un caso emblematico. La maggiore società idrica inglese è schiacciata da quasi 20 miliardi di sterline di debiti. Il Financial Times ha riferito alcuni giorni fa che il piano di acquisizione da parte dei creditori comporterebbe 749 milioni di sterline tra commissioni, consulenze, interessi e altri oneri. Burnham ne ricava che debba intervenire lo Stato. La conclusione più ragionevole sarebbe invece quella di lasciare che azionisti e creditori paghino le conseguenze delle proprie........
