Guido Cortese e la Napoli liberale. Sono esistiti davvero?
Guido Cortese morì a cinquantasei anni. Era stato alla Costituente, alla Camera, al Comune di Napoli, sottosegretario alle Finanze e ministro dell’Industria e del Commercio. C’era Benedetto Croce, naturalmente. C’era stato il giornalismo, La Libertà, Il Giornale. Cortese parlava di industria e di impresa nel Mezzogiorno. Voleva che il Sud producesse.
Il Pli a Napoli aveva uomini come Guido Cortese, Raffaele De Caro, Nicola Ferrara, Francesco Compagna, Fausto Lanzillo. Insomma, c’era una bella squadra. Alle comunali del 1952 i liberali presero 20.531 voti, il 4,09 per cento, e due seggi. Il Partito nazionale monarchico di Achille Lauro ne prese 147.814, il 29,48 per cento.
Cortese nel 1953 entrò alla Camera. Ci tornò nel 1958 e nel 1963. Fu vicesegretario nazionale del Pli, sottosegretario alle Finanze nel governo Scelba e ministro dell’Industria e del Commercio con Segni. Non era un liberista nel significato che diamo oggi alla parola. Crociano, meridionalista, sull’intervento straordinario dello Stato nel Sud aveva una posizione precisa: secondo lui serviva.........
