menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La vita riminese del fidanzato di Federica Brignone: i primi passi del modello che ha ‘catturato’ la Tigre

20 56
17.02.2026

Rimini, 17 febbraio 2026 – Prima delle passerelle, dei viaggi intorno al mondo e soprattutto dell’amore per la sciatrice Federica Brignone, c’era il parquet delle palestre di provincia. Il passato riminese di James Mbaye, oggi modello affermato e compagno della Tigre che ha appena conquistato due ori alle Olimpiadi, parla soprattutto di basket, sacrifici e seconde possibilità.

Il futuro di Federica Brignone: “Ho tanto ferro nella tibia. Con i medici vedremo se e come continuare la stagione"

L’arrivo a Rimini e i primi passi nel basket

Trentasei anni, originario del Senegal, Mbaye arriva in Romagna da giovanissimo e cresce tra Bellaria e Rimini. Frequenta le scuole medie nella città di Panzini e le superiori a Rimini e trova nello sport un punto di riferimento fondamentale. È con la maglia del Rimini Bellaria che muove i primi passi cestistici, entrando nelle giovanili e poi affacciandosi alle prime squadre, tra serie D e C nel territorio riminese. Alto un metro e 96, atletico e determinato, gioca nel ruolo di ala e si fa notare per energia e presenza fisica.

Il presidente del Bellaria Basket: era un birichino

A raccontare quegli anni è Paolo Borghesi, presidente del Bellaria Basket, che conserva un ricordo affettuoso del ragazzo diventato oggi protagonista delle cronache rosa. «Un mio mezzo figlio – dice senza esitazioni –. Quando faceva le scuole medie l’ho conosciuto. Abitava a Bellaria con il fratello più grande e la madre. Era un birichino e l’allora preside ci chiese di prenderlo in squadra gratis per farlo giocare e tirarlo fuori dalla strada e soprattutto dalle cattive compagnie». Il basket diventa così una palestra di vita. Mbaye cresce nel vivaio, frequenta il corso da istruttore e inizia a dare una mano con i più piccoli. «Ha fatto anche l’istruttore dei bambini – continua Borghesi –. Giocava in prima squadra, si è sempre impegnato. È cresciuto come un figlio. Gli vogliamo tanto bene».

L’infortunio e il trasloco a Firenze

Il talento c’è, ma la carriera non decolla come sperato. Dopo le esperienze nel Riminese, un brutto infortunio interrompe la sua ascesa e lo costringe a un lungo e faticoso recupero. È il momento più difficile, quello in cui molti si fermano. Mbaye invece riparte: si trasferisce a Firenze, dove indossa le maglie di Pino Dragons, Affrico e Cus Firenze, fino all’esperienza ai Bulldogs Calenzano nella stagione 2020-21. Con il passare degli anni però, la strada del basket si fa sempre più stretta.

“Un orgoglio per noi che sia arrivato così in alto”

L’età e le opportunità lo spingono verso un’altra direzione. Inizia quasi per caso la carriera da modello, che ben presto prende il sopravvento e lo porta a lavorare per brand importanti, viaggiando tra set fotografici e capitali europee. «Ha iniziato a fare il fotomodello e da lì ha smesso con il basket – ricorda Borghesi –. Ci fa piacere che sia arrivato dove è arrivato, è un orgoglio per la società. L’abbiamo cresciuto noi».

Quindici anni dopo quei pomeriggi in palestra, Mbaye è seduto in tribuna alle gare di Brignone, con un cappello tigrato in testa e una nuova vita costruita lontano dal parquet. Ma le radici restano in Romagna, tra quei canestri che per primi gli hanno insegnato disciplina, responsabilità e riscatto. E a Bellaria, dove lo considerano ancora uno di famiglia, dove il suo percorso continua a essere motivo di orgoglio.


© il Resto del Carlino