Mezzo secolo di nudismo. Nel 1976 i naturisti alla Bassona, due anni dopo le prime denunce
Un’immagine della spiaggia riservata ai naturisti
Articolo: Laghi, il pioniere: "Mi denunciarono, ma fui assolto"
Nacque mezzo secolo fa il nudismo sull’arenile ravennate. I primi naturisti, ben poche unità, era l’estate del 1976, cominciarono ad avventurarsi fra le alte dune della spiaggia fra Lido di Classe e Foce Bevano, oltre un chilometro di arenile che si allargava tra le dune e il mare per un centinaio di metri. E dieci anni dopo, ovvero quarant’anni fa, il 1986, ecco avviarsi l’iter, su sollecitazione dell’Aner, la neonata associazione dei naturisti romagnoli fondata da Fidenzio Laghi, per il riconoscimento, da parte della Regione (l’assessore al turismo era Giorgio Alessi) e del Comune (il sindaco Giordano Angelini), di una spiaggia ravennate riservata ai naturisti, nel tratto, di due chilometri, fra Lido di Dante e Foce Bevano.
Com’è oggi l’area riservata al nudismo
Ma da allora ad oggi è stato soprattutto un percorso del gambero, dal punto di vista sia penale sia amministrativo: certo, ora il riconoscimento è sancito e sono cessate le estemporanee campagne anti naturisti avviate ripetutamente negli anni Ottanta e Novanta e anche dopo, dalle forze di polizia, ma quegli originari due km di arenile a disposizione dei naturisti si sono ridotti ad appena 400 metri su una spiaggia virtualmente ‘recintata’ e che si estende, fra il mare e le dune (impraticabili) per appena poche decine di metri, ‘mangiata’ come è dall’erosione.
Laghi, il pioniere: "Mi denunciarono, ma fui assolto"
Gli anni in cui il nudo era considerato oscenità
L’anno successivo, il 1977, il numero dei naturisti aumentò, ma siamo sempre intorno a poche decine lungo i due chilometri di arenile, nessun ombrellone, nessuna attrezzatura, solo un telo steso sulla sabbia, preferibilmente vicino a cespugli di Sparto pungente o di Gramigna delle spiagge. Erano anni in cui il nudo era considerato una oscenità e in molte località di mare italiane cominciavano a scattare le denunce per atti osceni in luogo pubblico. E c’erano pretori, soprattutto in Toscana, che condannavano e altri che assolvevano.
Gli interventi dei carabinieri alla Bassona e le segnalazioni dei bagnanti scandalizzati
E ovviamente anche in quel tratto di spiaggia tra Lido di Classe e Foce Bevano, dai ravennati conosciuta come la ‘Bassona’, dal nome della vastissima azienda agricola che si estende fra Fosso Ghiaia e il mare, cominciarono gli interventi dei carabinieri. Le prime denunce, frutto di veri e propri blitz, risalgono al giugno del 1978 con sei denunce per atti osceni a carico di ragazzi e ragazze cervesi e forlivesi e di un turista londinese. Un mese dopo altro blitz, sempre a Foce Bevano, su segnalazione di famiglie di bagnanti scandalizzati da quegli uomini e donne nudi. Quindici le denunce. Da sottolineare che all’epoca alla foce del Bevano c’era un villaggio (abusivo) frequentatissimo da famiglie forlivesi.
Ma come è nella logica dei forti cambiamenti dei costumi e delle mentalità, il fenomeno del naturismo anno dopo anno prese sempre più piede nell’area tra Lido di Classe e Foce Bevano fino ad alcune centinaia di metri a nord del torrente. E parallelamente continuavano i blitz dei carabinieri e anche della polizia ad opera del personale del posto estivo di Cervia: nell’agosto del 1982 in pochi giorni ben quaranta naturisti vennero denunciati. Era cambiata però la valutazione del comportamento dei naturisti e, sulla scorta della giurisprudenza dominante (il fenomeno era ormai diffuso in altre località italiane) la semplice esposizione del corpo nudo, visto l’evolversi del senso del pudore della società, non era più ritenuto un atto osceno, ma un atto contrario alla decenza. Reato di ben minore gravità, ma pur sempre un reato che, riguardo a Lido di Dante, veniva contestato in un luogo che tutti sapevano essere frequentato dai nudisti e quindi ognuno era ben messo in guardia su come sarebbe stato lo scenario in cui si avventurava.
In poche settimane, nell’estate del 1984, furono una trentina i denunciati; una cinquantina l’anno dopo. “Nudisti senza pace” titolava il Carlino! Denunce tutte definite con un decreto penale di condanna di poco più di 200mila lire che tutti pagavano. Ma i tempi erano maturi per il grande passo, grazie alle iniziative pressanti e anche provocatorie dell’Aner, l’Associazione nudista Emiliano Romagnola fondata da Fidenzio Laghi.
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