Modena Un derby con pochissime emozioni
Gialli poco incisivi davanti e il Cesena pensa soprattutto a non prenderle. L’unico sussulto il palo di Gerli. Chichizola spettatore aggiunto .
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di Alessandro Troncone
Ci prova. Non punge. Ed è anche un pizzico sfortunato. La sintesi sta tutta qui, nella buonissima volontà che ha mosso il Modena in quasi tutte le sue azioni vanificata dalla mancanza di incisività offensiva ad ampio raggio, non solo intesa nel lavoro dei due (anzi, dei quattro) attaccanti. Vi era, effettivamente, la sensazione che il risultato potesse essere questo. L’aria che tirava nei quindici o venti minuti iniziali non lasciava certo pensare ad uno show calcisitico. Il Cesena, ad oggi, è una formazione spaventata, timida, il cui pensiero è stato rivolto solo a ’non prederle’, considerata la posizione in bilico di Mignani e la serie di sconfitte da quando il girone di ritorno ha preso il via.
Il Modena, dal canto suo, non va molto lontano dal suo standard attuale. Dimostrando senza alcun dubbio d voler vincere con maggiore serietà e ambizione il derby ma, come detto, privo di quell’ultimo tocco, di quell’ultima giocata e di quella ferocia offensiva che un avversario così in difficoltà come il Cesena non avrebbe saputo difendere.
Massolin torna dal 1’ a centrocampo. Il ragazzo, però, non ancora lucidissimo da un punto di vista fisico e anche tecnico inizia a mancare ai canarini nella zona di campo in cui era e dovrebbe essere determinante. Va a finire che, come al solito, il giocatore con la maggiore propensione e pericolosità d’attacco è ancora Tonoli: letteralmente un centrocampista d’inserimento, un’esterno aggiunto, un jolly imprevedibile sui calci piazzati.
All’interno della sua manovra, invece, il Modena denota complicazioni ormai note, ritrovandosi prevedibile a tratti e dovendosi affidare alle folate di un buon Zanimacchia e proprio di Tonoli. De Luca e Ambrosino mai coinvolti (e qui l’interrogativo è davvero grande), seppur quest’ultimo pareva in palla nei primi minuti.
Quel pizzico di sfortuna di cui si diceva nasce dai piedi di Fabio Gerli. Nella ripresa, nella fase finale, una sua conclusione da fuori area colpisce in pieno il palo e avrebbe meritato il gol. Decisivo Klinsmann su un colpo di testa di Pedro Mendes poco prima, sugli sviluppi di un calcio di punzione dalla trequarti. Nota lieta, per molti demeriti del Cesena, l’assenza dal match di Chichizola, mai chiamato in causa per una sola parata più o meno difficile.
Non ci si fa male al Braglia. Anche se il Modena avrebbe dovuto azzannare un Cesena lontanissimo dai sogni di Michele Mignani. Ecco perché il rimpianto dei due punti persi deve esserci, eccome. Con questo pareggio, poco si muove in classifica. I canarini tengono il Sudtirol a sette punti, guadagnandone uno. Ma se il Catanzaro dovesse vincere oggi, il quinto posto si allontanerebbe di cinque lunghezze.
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