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Pirelli, Goodyear è nel mirino: quest'anno diventarà il costruttore di pneumatici che ha vinto più gare di F1

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19.03.2026

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Un libro per celebrare l’impresa. Non molto tempo fa la Pirelli, una delle eccellenze globali dei pneumatici, ha festeggiato il cinquecentesimo gran premio nel Campionato del Mondo di Formula 1. Una storia lunga e gloriosa che, con qualche pausa di riflessione, ha già brindato ai tre quarti di secolo. L’entusiasmante racconto celebra un legame indissolubile fra il glorioso marchio milanese e il motorsport che si sono sviluppati e cresciuti insieme. L’azienda fondata nel 1872 e quotata in borsa da oltre 100 anni ha sempre considerato le competizioni un laboratorio unico per mettere alla prova tecnologia, capacità decisionale e cultura d’impresa. Nelle 480 pagine dell’opera a cura della Fondazione Pirelli c’è la storia nella storia, cominciando dal primo capitolo che fu la gara d’esordio del neonato Mondiale.

Era il 13 maggio del 1950 quando, sul circuito di Silverstone, ricavato da un ex aeroporto militare dell’aviazione britannica, le monoposto made in Italy fecero spettacolo: 5 ai primi 5 posti in qualifica, tutto il podio tinteggiato di tricolore. Vinse Nino Farina precedendo di un soffio Luigi Fagioli, entrambi sulle rosse Alfa Romeo. Indovinate che gomme avevano i bolidi del biscione in quella leggendaria corsa? Manco a dirlo Pirelli che si aggiudicò altre 5 gare nella stagione, lasciandone una all’americana Firestone, mentre Dunlop e Englebert rimasero a bocca asciutta. All’epoca non c’era il fornitore unico ed anche i “gommisti” se le suonavano.

Le corse erano e sono un banco di prova sotto il sole, con lo sviluppo tecnologico e l’evoluzione delle persone che rendono concreta la favola della velocità.

Nel volume intitolato “Emozioni” ci sono le firme di personaggi illustri: Marco Tronchetti Provera, figura mitica per la Pirelli, Stefano Domenicali, presidente della F1, e Mohammed Ben Sulayem, numero uno della FIA, la Federazione Internazionale, oltre a giornalisti affermati. Condiscono la pubblicazione immagini spettacolari in gran parte provenienti dall’archivio storico dell’azienda. Nel ‘50, all’esordio del Campionato, Pirelli divenne campione con l’Alfa.

Fra le due società milanesi il connubio fu sempre strettissimo: prima della Seconda Guerra Mondiale, Nuvolari scrisse pagine di leggenda negli Stati Uniti ed in Germania, andando a sfidare le industrie più avanzare. Sotto la sua invincibile Alfa, Tazio aveva sempre le “scarpette” Pirelli. Nessun altro costruttore di pneumatici ha disputato oltre 500 gran premi di F1. Ma quest’anno Pirelli taglierà un traguardo ancora più importante: supererà le 368 vittorie (ora è a 355) della Goodyear di Akron nell’Ohio che comanda la classifica dei trionfi nei GP. In un frangente così epocale, la casa lombarda, oltre a fornire chiaramente tutte le monoposto, si confermerà “Title Sponsor” dei due Gran Premi più antichi e gloriosi, i soli che si corrono ancora sugli stessi circuiti dal 1950: il GP di Gran Bretagna a Silverstone e il GP d’Italia nel tempio della velocità a Monza.

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