menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Superstudio si fa in tre. Tre quartieri, tre visioni. Wenders torna dopo 25 anni mille metri di oggetti iconici

11 0
yesterday

L’artista olandese racconta il suo percorso attraverso le sue creazioni. Cappellini immagina intanto nella sede di Moncucco la città ideale .

Per approfondire:

Articolo: Eccessi da Fuorisalone, due creativi ne studiano l’impatto sui quartieri. Il futuro: il design socialeArticolo: Fatturato di 17,7 milioniArticolo: Fuorisalone di Brera. Il tema "Essere progetto" e il ponte con la città. Il design come laboratorio

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

C’è Tortona, lo storico, storicissimo salone nato dall’intuizione di Gisella Borioli, che nella vecchia fabbrica dismessa della General Electric ha creato il primo laboratorio di idee e sperimentazione. È nato qui, quasi cinquant’anni fa il primo Fuorisalone della storia del design. Se torniamo agli anni Ottanta, via Tortona era solo un’anonima strada della periferia sud di Milano che ospitava fabbriche abbandonate. Poi dall’idea di Borioli, ex direttrice di riviste di moda, è nato il SuperstudioPiù. Erano gli anni delle supertop, degli scatti di un allora quasi sconosciuto Fabrizio Ferri, eppure i primi segnali che anche il design avrebbe occupato il posto che era delle passerelle c’erano già, eccome. Così la ex Cinecittà della moda si è trasformata, pezzo dopo pezzo, nel più grande distretto del design innovativo. Via Tortona, via Forcella, via Bergognone, via Stendhal, il Superstudio, E ora alla galassia si aggiungono altri due spazi, alla Barona e alla Bovisa.

Superstudio Più, Superstudio Maxi e il nuovo Superstudio Village ospiteranno un progetto articolato in tre percorsi tematici, tre zone della città, tre visioni complementari del design contemporaneo. Un format che attraversa Milano da Tortona a Barona fino a Bovisa, mettendo in dialogo nuove polarità urbane. Via Tortona, SuperNova rappresenta il cuore internazionale del progetto: il luogo delle grandi installazioni, dei padiglioni indipendenti e delle architetture temporanee che trasformano lo spazio in un laboratorio che dialoga con industria, cultura e visione.

Protagonista dell’edizione 2026 è il ritorno di Moooi: una grande esposizione museale firmata da Marcel Wanders, su quasi mille metri quadrati, che celebra il ritorno del brand a Milano venticinque anni dopo il suo debutto proprio al Superstudio. “Moooi 25 years young & promising“ è il titolo della mostra che, in mille metri quadri, celebra e reinterpreta la storia del brand attraverso i suoi pezzi più conosciuti.

Sul Roof ci sarà RE.Circle, con direzione artistica di Gisella Borioli e curatela del poeta urbano Ivan Tresoldi, un palinsesto di atelier aperti, live painting, performance e incontri che, con la visione di knIndustrie, per tutta la settimana anima il Roof trasformandolo in una piazza creativa a cielo aperto. "Sono stata tra le prime a credere nella street art – ha detto Borioli – quando ancora questi artisti da strada venivano denunciati, perché non capiti".

A Superstudio Maxi in Barona, via Moncucco 35, sarà esposta una "città ideale". L’esposizione è curata da Giulio Cappellini, si chiamerà SuperCity ed immagina una città ideale multiculturale che guarda al futuro, dove architettura, design, arte e fotografia si intrecciano in una visione unitaria. SuperCity riunisce quindici progetti, articolati tra collettive e presenze singole che compongono una mappa urbana del design contemporaneo. Fulcro curatoriale è la mostra TheCity, cuore del progetto: uno sguardo alla città ideale, dove gli elementi principali sono calma e serenità.

Infine, il terzo polo è il Superstudio Village, in Bovisa, via Negrotto 59. In ordine di tempo l’ultima venue, inaugurata a fine 2025 dopo imponenti lavori. Il progetto del nuovo spazio è curato interamente da Tommaso Borioli. La fabbrica era una grande trafileria dismessa. Un passato di attività chimiche, farmaceutiche e meccaniche e un lento processo di rigenerazione urbana che è iniziato nei primi anni anni ’90. Anche questo in Bovisa è uno spazio rigenerato da una fabbrica dismessa e trasformato in una location per eventi. "SuperPlayground" è il progetto dedicato alla creatività emergente, alla sperimentazione e al social design. Protagonista è l’installazione "Keep Your Bubble" dell’artista visivo slovacco Lousy Auber, un’architettura morbida realizzata con tessuti di mongolfiere dismesse che invita il pubblico a entrare fisicamente nello spazio e riflettere sul tema della trasformazione e del riuso, oltre al rapporto tra dimensione personale e collettiva.

E c’è una riflessione finale di Gisella Borioli che è anche una strada tracciata verso il futuro, pronunciata in occasione della presentazione dei progetti, una riflessione su arte e design: "Il design ha fatto la sua strada, ma l’arte non è ancora apprezzata come merita, 25 anni fa il design era ’élite, oggi è ovunque, lo viviamo tutti i giorni. Penso che l’arte andrebbe più frequentata più vissuta e più conosciuta e allora è questo che vorrei fare in futuro, soprattutto occuparmi di arte in chiave urbana. Non abbiamo abbastanza sculture, abbiamo monumenti, ma c’è tanto spazio, abbiamo bisogno di più arte nei luoghi pubblici. L’arte è terapeutica, nella sua bellezza di può trovare serenità".

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

EventiFuorisaloneMilano design week


© Il Giorno