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Il socialismo radicale che vuole governare: lezioni americane per il Pd

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10.09.2026

Qualcosa sta cambiando nella sinistra americana. E la cosa interessante non sono soltanto Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez o Zohran Mamdani o gli altri democratici socialisti e le altre che stanno mietendo vittorie elettorali non scontate. Sono ciò che hanno messo in moto. Sanders dal 2016 ha riaperto uno spazio politico che sembrava chiuso: negli Stati Uniti la parola socialismo è tornata pronunciabile. AOC ha dimostrato che un pezzo dell’establishment democratico poteva essere sconfitto dal basso. La DSA, Democratic Socialists of America, ha trasformato una mobilitazione elettorale in organizzazione. Mamdani ha fatto il passo successivo: quella cultura politica può competere per governare.

Ma dietro i nomi c’è qualcosa di meno spettacolare e forse più importante. Si sta formando un’infrastruttura politica: militanti, organizzazione territoriale, piccoli finanziatori, selezione dei candidati, primarie competitive, campagne capaci di sopravvivere alla singola elezione. A noi democratici italiani dovrebbe interessarci questo. Molto più della discussione su quanto sia socialista Tizio o radicale Caio. Perché ci costringe a sciogliere un equivoco che la sinistra italiana si porta dietro da parecchio.

Abbiamo finito per chiamare radicale chi vuole cambiare molto ma non governa, e riformista chi governa perché si accontenta di cambiare poco. Non funziona così. La radicalità che a noi dovrebbe premere invece riguarda quanto in profondità vogliamo intervenire sulle diseguaglianze e sui rapporti di potere che le producono. Il riformismo è il metodo, riguarda come pensiamo di farlo: consenso, maggioranze, istituzioni democratiche, bilanci pubblici, leggi, amministrazioni. Si può dunque essere radicali negli obiettivi e rigorosamente riformisti nei mezzi. Anzi. È precisamente questo il punto.

È ciò che nel mio libro L’Italia secondo Elly Schlein ho chiamato riformismo socialista radicale. Nessuna rivoluzione alle porte. Molto più banalmente — e molto più difficilmente — prendere sul serio le riforme.

Un esempio. Quando una riforma diventa radicale? Prendiamo i nidi. Argomento apparentemente poco rivoluzionario.........

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