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Il ruolo dei Comuni trentini

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28.08.2026

E’ di questi giorni un’ampia interessante intervista rilasciata alla stampa locale dal Presidente del CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, nonché Sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, in cui il suddetto Presidente pone in maniera assai chiara e stimolante alcuni temi fondamentali in seno all’Autonomia Speciale del nostro Trentino e al ruolo svolto al suo interno dai Comuni trentini.

Sono argomenti che mi hanno sempre interessato e coinvolto, direttamente e indirettamente, da pubblico amministratore, in particolare del secondo Comune del Trentino, ovvero di Rovereto. Il Presidente Cereghini ha toccato più temi: dall’assetto istituzionale ai concetti di autonomia e di partecipazione, dal rapporto tra la PAT e i Comuni in seno all’urbanistica, dalle risorse finanziarie allo sviluppo economico e all’emergenza casa, dal patrimonio pubblico identificato nell’acqua alla produzione energetica, solo per fare alcuni esempi. Da tutto ciò, mi permetto dare voce a quattro brevi semplici riflessioni. Ma pongo subito un’opportuna premessa.

Da tempo si ipotizza una revisione dello Statuto di Autonomia della Provincia di Trento. Il nostro Statuto è Legge di valenza costituzionale, anche se nei decenni è stato “alleggerito” l’iter di un suo possibile aggiornamento. L’obiettivo è avere nuove competenza primarie, accompagnate da maggiori risorse finanziarie. È materia assai delicata. L’Autonomia Speciale del Trentino è posta sempre più sotto una lente d’ingrandimento assai “pericolosa”, sia nazionale (vedi la dimenticanza della Premier Meloni in Parlamento nel citare il Trentino!), che locale (leggiamo di una futuribile macro Regione con Veneto e Lombardia!). Qualche rischio che la nostra Autonomia Speciale sia “ridotta” c’è. Contrariamente a quella dei cugini dell’Alto Adige Sudtirol, capaci sempre di far valere a Roma, a Vienna e a Bruxelles le loro conquistate prerogative autonomistiche.

I principi su cui Degasperi e Gruber........

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