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Conte e Schlein da +Europa. Il leader M5S: “Primarie? Prima il programma, subito dopo il leader del campo largo”

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Da sinistra Enzo Maraio (Psi), Riccardo Magi (+Eeuropa) e il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte alla convention per gli Stati Uniti d'Europa

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Roma – Prima uno e poi l’altra: Giuseppe Conte ed Elly Schlein sono arrivati separatamente all’evento “Tutta l’Europa che manca”, organizzato da +Europa stamattina 28 marzo al Nazionale Spazio Eventi di Roma per discutere le sfide future dell’Ue. Il dibattito sulla leadership del campo largo di centrosinistra, iniziato dopo il referendum, è ancora aperto, tra chi spinge per le primarie e chi, come Alleanza Verdi Sinistra, suggerisce di partire prima da un programma condiviso invece che da un nome.

Né Conte né Schlein si sono fermati con i giornalisti: “Lavoreremo prima al programma e subito dopo a un leader”, si è limitato a ripetere Conte, allontanandosi a passo spedito a fine conferenza. Appena prima in sala, gremita di volti politici e istituzionali, si era concentrato sull’Europa, dalla difesa comune alla guerra in Ucraina: “Io, che l’avevo sempre escluso, oggi vi dico che forse dobbiamo iniziare a costruire uno strumento di maggiore integrazione, che non sia però il riarmo, su cui c’è scarso coordinamento”. Sull’Ucraina, Conte ha ribadito: “L’aggressione russa va assolutamente sanzionata, ed è la ragione per cui oggi, di fronte all’allettante prezzo del gas russo, non dobbiamo acquistarlo fino a quando non ci sarà un trattato di pace. Non è accettabile che si arrivi a un accordo senza che l’Europa sieda al tavolo negoziale. Dobbiamo lavorare per una svolta diplomatica, difendendo con determinazione la popolazione ucraina, ma mettendo fine al conflitto: non è possibile un’escalation all’infinito”.

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Poco dopo è arrivata anche Elly Schlein, che si è affrettata a salire sul palco senza rispondere alle domande su primarie e alleanze dei cronisti che la accerchiavano. In conferenza ha affrontato i temi europei, a partire dalla recente normativa sui migranti irregolari e dalla creazione di hub per i rimpatri in Paesi extra-Ue: “È una scelta grave che denunciamo, voluta da popolari ormai succubi dei nazionalisti di estrema destra, che l’hanno approvata tra gli applausi, inneggiando a una nuova era di deportazioni. Una responsabilità che riguarda anche il governo Meloni”. E ha aggiunto: “Non si può accettare che Paesi come l’Ungheria beneficino dell’Unione senza condividere le responsabilità”. Sul tema del “campo largo” è invece intervenuto a margine Alessandro Onorato, a capo del Progetto Civico Italia e assessore ai Grandi eventi sportivi di Roma: “Si parla di divisioni che sinceramente non vedo, piuttosto mi sembra che il governo sia in difficoltà: essere più divisi di Meloni e Salvini è complicato. Prima delle primarie serve una sintesi, come in ogni coalizione, poi leader si troverà con facilità”

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Sul palco si sono alternati politici, eurodeputati, accademici, attivisti e giornalisti. Numerosi interventi – tra cui quelli di Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto Affari Internazionali di Roma, Bernard Guetta (Renew Europe), il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e gli ex Walter Veltroni e Francesco Rutelli – si sono concentrati su un nodo cruciale: riformare o meno i trattati europei oppure rafforzare l’unità già esistente attraverso politiche comuni.

Riccardo Magi (+Europa), padrone di casa insieme a Emma Bonino, collegata in videoconferenza, ha insistito sulla centralità della questione europea come elemento unificante, e sulla necessità di supportare l’Ucraina: “La difesa dell’Ucraina è la difesa dell’Europa, bisogna sostenerla anche militarmente. Dobbiamo far prevalere lo spirito di Ventotene: la pace si costruisce con diritto e democrazia”.

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