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G7 di Evian, Trump detta l’agenda: «Lo Stretto di Hormuz sarà aperto venerdì»

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15.06.2026

Al G7 di Evian Donald Trump annuncia la riapertura dello Stretto di Hormuz entro venerdì. Macron apre al dispiegamento di mezzi francesi

Il G7 di Evian-les-Bains si apre sotto il segno di Donald Trump e dello Stretto di Hormuz. Mentre i leader arrivano nell’elegante località francese affacciata sul lago di Ginevra, il vertice ospitato da Emmanuel Macron assume subito la forma più concreta e più rischiosa della geopolitica contemporanea: energia, guerra, rotte marittime, Iran, Ucraina e sicurezza globale. Non un summit da fotografia di famiglia, dunque, ma una riunione ad alta tensione, nella quale ogni dichiarazione pesa sui mercati, sulle cancellerie e sugli equilibri militari del Medio Oriente.

Il presidente americano è arrivato all’Evian Resort accolto dal capo dello Stato francese, con cui ha avuto un primo incontro bilaterale prima dell’avvio ufficiale dei lavori. Ed è proprio al termine del faccia a faccia con Macron che Trump ha lanciato il messaggio destinato a dominare la giornata: «Lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì». Una frase netta, pronunciata mentre il mondo guarda a uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta, crocevia fondamentale per il transito del petrolio e simbolo, negli ultimi mesi, della fragilità di un ordine internazionale sempre più esposto alla forza delle crisi regionali.

Hormuz al centro del vertice

Trump ha spiegato che gli Stati Uniti non avrebbero bisogno di «molto aiuto» per riaprire lo Stretto, ma ha comunque chiesto alla Francia un contributo operativo. «Vorrei che la Francia potesse dispiegare una o due navi», ha detto rivolgendosi a Macron. La risposta del presidente francese è arrivata immediata, con un registro diplomatico ma molto concreto: Parigi sarebbe pronta a mettere a disposizione caccia già da domani per missioni di ricognizione, fregate entro 48 ore e, successivamente, anche una portaerei.

È una disponibilità che fotografa bene il doppio livello del vertice. Da un lato la necessità occidentale di mostrare unità davanti alla crisi mediorientale, dall’altro la volontà europea, e francese in particolare, di non apparire semplice spettatrice delle decisioni americane. Macron ospita il G7 con l’ambizione di tenere insieme alleati spesso divisi, interessi strategici divergenti e una leadership americana che, con Trump, resta imprevedibile anche quando detta la linea.

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