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25 anni dopo l’11 settembre New York è in mano all’Islam

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11.09.2026

Oggi ricorrono i 25 anni dall’attentato alle Torri Gemelle, una ferita al cuore dell’Occidente colpito dal terrorismo islamico che ha segnato il tempo e ha dato il là ad una definitiva consapevolezza inequivocabile: c’è un mondo che ci odia, odia la nostra libertà, quello che siamo, quello che rappresentiamo.

Fino a poco tempo fa avremmo pensato che New York sarebbe stata per sempre la capitale della lotta all’ideologia che ha inferto quella profonda ferita al cuore dell’Occidente, ma a volte la storia prende pieghe inaspettate, quasi ironiche, e dopo 25 anni siamo qui a raccontarvi che il primo sindaco musulmano e comunista della città presenzierà all’annuale commemorazione a Ground Zero, il memoriale costruito sulle fondamenta delle twin towers. Sì, Zohran Mamdani ci sarà, come se niente fosse e fregandosene della petizione popolare promossa da alcuni familiari delle vittime che ha raccolto quasi 100.000 firme per chiedere al sindaco di astenersi dalla partecipazione per via della sua fede musulmana, di alcune sue posizioni filopalestinesi inaccettabili e di alcune frequentazioni ritenute “ostili”. Lo considerano un apologeta del terrorismo islamico a causa delle sue frequentazioni alquanto dubbie (come quella del suo amico Hasan Piker, che qualche tempo fa ha affermato che in qualche modo l’America quell’attentato lo meritasse; o come quella con l’imam di Brooklyn, Siraj Wahhaj) e sostengono che la sua presenza è un insulto alla memoria delle quasi 3.000 vittime. Dar loro torto risulta quantomeno complicato da un punto di vista fattuale: l’incapacità di Mamdani di riconoscere in modo netto l’orrore di quel giorno, i suoi rapporti con individui che hanno più volte minimizzato l’11 settembre e difeso terroristi di Al-Qaeda, il suo operato amministrativo, che sembra aver rimosso dalla narrazione la circostanza che quel colpo inferto all’Occidente parlasse arabo e........

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