Lo Stato islamico assedia il governo del Mali
Cosa potrebbe accadere se lo Stato islamico del Sahara e affiliati conquistassero il Mali? Le risposte potrebbero essere molte, ma limitandomi solo alle più tangibili, si può affermare che sarebbe la seconda volta che un gruppo organizzato di jihadisti conquista uno Stato con confini delimitati; il precedente è stato il gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham, Hts, guidato dal jihadista Abu Muhammad al-Jolani, poi con giacca e cravatta mutato in presidente siriano Ahmad al-Sharaa, andato al potere dopo la deposizione di Bashar al-Assad a fine 2024. Ma la conquista del Mali per mano jihadista potrebbe condurre all’inizio della liquefazione dei governi golpisti e non del Sahel, inoltre, è verosimile, che la presenza occidentale nell’area, anche se già diluita e indebolita, potrebbe tendere ad una maggiore erosione. Anche la presenza della Russia, oggi attore consolidato nell’area del Sahel, subentrata alla influenza dell’ex colonialista Francia, potrebbe essere messa in discussione da un governo estremista islamico. Circa la Cina, avendo applicato una forma di “neocolonialismo strutturale” quindi capillarizzato nel tessuto economico, la rende difficilmente sradicabile dal “sistema Paese” o della regione dove è presente.
È vero che lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, Isis, dal 2014 al 2017-2019, ha occupato parti dell’Iraq e della Siria, decretando Mosul e Raqqa le capitali delle aree nord irachene e siriane, ma è anche vero che il controllo in questa vasta area era maculare, e concentrato prevalentemente nei grandi centri e sulle linnee fluviali del Tigri ed Eufrate, nelle tratte nord di questi Paesi. Ma la questione sub sahariana è diversa da alcuni punti vista. Intanto, il 25........
