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Fondazione Castelli: vent’anni di impegno per la prevenzione cardiaca

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24.06.2026

A vent’anni dalla nascita della Fondazione Castelli, il ricordo di Giorgio Castelli continua a trasformarsi in un impegno concreto per la tutela della vita. Nata dopo la tragica scomparsa per arresto cardiaco del giovane calciatore durante un allenamento, la Fondazione è oggi un punto di riferimento nella diffusione della cultura del primo soccorso, della formazione BLSD e dell’utilizzo dei defibrillatori. Proprio ieri la Fondazione ha ricevuto dalla Lega Nazionale Dilettanti-FIGC-Lazio il Premio Speciale per le Attività Sociali.

Ne parliamo con Vincenzo Castelli, presidente della Fondazione e padre di Giorgio, che ripercorre il cammino compiuto in questi anni, i risultati raggiunti e le sfide ancora aperte nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa.

Presidente, la Fondazione nasce da una tragedia familiare. Come siete riusciti a trasformare quel dolore in un progetto di utilità pubblica?

Abbiamo pensato che la morte di Giorgio, come quella di tante altre persone ogni giorno, potesse in qualche modo essere evitata grazie alla conoscenza delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore.

All’epoca, su quel campo sportivo non esisteva questa cultura, così come nella maggior parte degli impianti italiani. Semplicemente non se ne parlava. Tra i primi a farlo siamo stati proprio noi e, fortunatamente, siamo stati ascoltati da molte persone. Da lì è iniziato un percorso che continua ancora oggi.

Abbiamo scelto questa strada perché ci sembrava il modo migliore per ricordare Giorgio. Nel tempo abbiamo incontrato molti altri genitori che hanno vissuto esperienze simili. L’elaborazione di un lutto così profondo è sempre complessa e non esistono regole valide per tutti. Ognuno cerca la propria strada.

Come famiglia abbiamo avuto il sostegno di tanti amici e insieme siamo riusciti a costruire qualcosa di importante. Una realtà che ricorda Giorgio e ciò che è accaduto, ma che testimonia anche come da quella tragedia siano nate opportunità di salvezza per molte altre persone.

I nostri defibrillatori sono presenti in diverse regioni italiane, non solo a Roma e nel Lazio, ma anche in Sardegna, Abruzzo e Umbria. Molte persone hanno frequentato i........

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