Livorno, maxi-processo su usura e gioielli: chieste condanne per oltre 45 anni - I nomi
Livorno, maxi-processo su usura e gioielli: chieste condanne per oltre 45 anni - I nomi
La più alta per Andrea Polinti, ritenuto dall’accusa «il braccio violento del sodalizio». Coinvolto pure il titolare di un "Compro oro". Le difese chiedono le assoluzioni. L'inchiesta scattata dalle indagini parallele per l'omicidio di Alfredo Chimenti. Sette gli imputati
LIVORNO. Dodici anni e quattro mesi per Andrea Polinti, ritenuto dalla procura il braccio violento del sistema, sei anni per Olsi Beshiri, sette anni e mezzo per Romualdo Monti. E poi ancora pene pesanti anche per gli altri imputati del cosiddetto “processo Lonzi”, l’inchiesta nata dalle rivelazioni del collaboratore di giustizia Riccardo Del Vivo dopo il delitto “Cacciavite”, l’uccisione in piazza Mazzini di Alfredo Chimenti, trasformatasi in uno dei più vasti filoni giudiziari su usura ed estorsioni degli ultimi anni in città.
Davanti al collegio del tribunale, il pubblico ministero Niccolò Volpe ha concluso la requisitoria formulando le richieste di condanna nei confronti degli imputati accusati, a vario titolo, di usura, estorsione e associazione per delinquere. In totale sono oltre 45 anni di reclusione. La sentenza è attesa per la fine di giugno. La richiesta più alta è stata avanzata per il cinquantanovenne livornese Andrea Polinti: dodici anni e quattro mesi di reclusione e 32mila euro di multa. Secondo l’accusa sarebbe stato lui l’uomo incaricato di recuperare con la forza i crediti, attraverso minacce e pestaggi che gli investigatori dei carabinieri del nucleo investigativo di Livorno, comandato dal tenente colonnello Guido Cioli, e........
