Se Ulisse è l’ultimo tormentone pop. Il grecista: “Riscrivere l’Odissea? Si può e si deve”
Matt Damon-Ulisse nell’Odissea di Christopher Nolan
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Roma, 21 luglio 2026 – Anche la mitopoiesi, la creazione del mito, ha i suoi perché. Talvolta più prosaici dell’atteso, ma sempre perché. Per lambire quelli dietro al successo dell’Odissea di Christopher Nolan, dal 16 luglio al cinema e già acclarato blockbuster in Europa come negli Usa, abbiamo domandato a Giorgio Ieranò, grecista, professore di Letteratura greca all’Univeristà di Trento e autore di numerosi libri sul mondo classico. L’ultimo è ‘Vite leggendarie. I grandi protagonisti della storia greca” (Sonzogno, 2026).
Professor Ieranò, come mai Ulisse affascina così tanto?
"Ulisse funziona sempre, da sempre. La sua è l’archetipo di tutte le storie d’avventura e continua a funzionare benissimo. Ma soprattutto c’è il fascino del personaggio così come è stato ricreato nel Novecento: non l’eroe senza macchia e senza paura, quanto il naufrago che non ha punti di........
