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Ingv rivela: nel 2016 dalla faglia di Norcia segnali prima del sisma

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21.09.2026

21 Settembre 2026, 13:36

Nel 2016, prima che la terra tremasse in mezza Italia centrale, proprio sotto Norcia qualcosa stava già cambiando. Nessuno poteva vederlo. Nessuno, soprattutto, avrebbe potuto utilizzarlo per prevedere ciò che sarebbe accaduto. Ma dieci anni dopo sappiamo che quelle trasformazioni c’erano. E che gli strumenti le avevano registrate.E’ probabilmente una delle acquisizioni più affascinanti emerse dagli studi condotti sulla grande sequenza sismica che sconvolse l’Italia centrale nel 2016 e nel 2017. Quella cominciata alle 3.36 del 24 agosto con il terremoto di Amatrice, proseguita il 26 ottobre con Visso e culminata quattro giorni dopo con la scossa di magnitudo 6,5 di Norcia, la più forte dell’intera sequenza.A raccontare che cosa abbiamo imparato da allora è l’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che per il decennale sta pubblicando una serie di approfondimenti sui risultati delle ricerche compiute in questi anni. E uno di questi risultati consente oggi di raccontare quasi fotogramma dopo fotogramma che cosa stava succedendo nelle profondità dell’Appennino prima del 30 ottobre 2016.Lo studio, firmato da Claudio Chiarabba, Pasquale De Gori, Margarita Segou e Marco Cattaneo e pubblicato nel 2020 sulla rivista scientifica Geology, ha ricostruito le variazioni delle velocità sismiche osservate prima del terremoto di Norcia.

COME UNA TAC SOTTO TERRA

Il paragone più semplice è con una Tac. Solo che il paziente, in questo caso, è la crosta terrestre.Dopo il terremoto di Amatrice l’Ingv e il British Geological Survey installarono nell’area una rete temporanea molto fitta di strumenti. Le decine di migliaia di terremoti registrati produssero una quantità........

© Il Corriere dell'Umbria