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Zingaretti: «I 5 Stelle? Trasformisti. Il Pd è cambiato, era il Vietnam»

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20.05.2019

ROMA — Zingaretti, secondo lei ci saranno le elezioni anticipate o Lega e 5 Stelle troveranno un compromesso?
«Il governo politicamente non c’è più, e il costo per gli italiani già oggi è immenso e lo diventerà ancora di più nei prossimi mesi. Come ha detto il ministro Tria, ora dovranno correre ai ripari per colmare i buchi di bilancio che hanno creato: che significa aumentare l’Iva o una stagione di gravissimi tagli sui servizi. Intanto Salvini e Di Maio non riescono più a decidere su nulla, come ha ammesso lo stesso sottosegretario Giorgetti. Se togliamo le provocazioni e i finti litigi quotidiani, quello che resta è solo un indecente patto di potere per mantenere le loro poltrone e salvaguardare i loro partiti. Se durerà dipende proprio dal voto, per questo è importante andare a votare e lanciare un segnale».

Se questo governo dovesse cadere e dopo le elezioni toccasse a voi, che fareste?
«Questo è il bilancio disastroso di questo governo e la sua caduta aprirebbe una prospettiva migliore per l’Italia. Dopo 11 mesi di liti e immobilismo serve recuperare fiducia nel Paese e in Europa per avviare politiche nuove. Per questo abbiamo iniziato a costruire il nostro “Piano per l’Italia” e continueremo dopo il voto per affermare le vere grandi priorità: i salari, una rivoluzione verde per creare lavoro, e investimenti su scuola e formazione. Invece dell’errore della flat tax vogliamo ridurre le tasse sul lavoro e aumentare stipendi bassi e medi fino a 1.500 euro netti l’anno; vogliamo destinare almeno 50 miliardi per lo sviluppo sostenibile prendendo le risorse dai 143 miliardi già previsti ma bloccati in mille rivoli del bilancio per molte opere e creare vero lavoro; e visti gli intollerabili tassi di evasione scolastica è fondamentale dare un segnale: e quindi proponiamo di azzerare i costi per l’istruzione per le fasce più povere dall’asilo all’università».

Con Europa, Verdi e sinistra sarà possibile un’alleanza alle Politiche?
«Ho sempre parlato dell’esigenza di rigenerare un campo nuovo, un nuovo centrosinistra senza cadere in schemi precostituiti. La situazione sta già cambiando, lo vedo dal protagonismo di tante energie che proprio in questi mesi si stanno mobilitando nelle piazze, sul web, nelle case con i lenzuoli di rivolta civile, e in un nuovo e improvviso protagonismo giovanile a difesa del loro futuro. Ma osservo anche l’insofferenza delle forze produttive e la straordinaria forza dell’impegno unitario del sindacato a difesa dei diritti. Questa è la base da cui ripartire. Le forme........

© Corriere della Sera