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E l’Italia sparì: l’occasione perduta tra i miti e i confronti (sempre utili) di Davos

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27.01.2026

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Giorgia Meloni ha cancellato l’appuntamento al Wef. Ma così il nostro il Paese ha avuto una finestra in meno per capire le ultime ondate di innovazione, attrarre investitori, esprimersi, contare

Per l’ultimo quarto di secolo il World Economic Forum, è stato vittima di due miti uguali e contrari. Il mito ottimista, di coloro che avevano creduto alla «fine della storia» promessa da Francis Fukuyama con il trionfo dell’ordine legale internazionale e dei valori liberali: era la Davos di Tony Blair e Bill Clinton giovani leader dei Paesi-guida dell’Occidente e, anni dopo, di Greta Thunberg che dalle montagne svizzere parlava del «pianeta in fiamme». Per questi il World Economic Forum serviva davvero per cambiare il mondo in meglio, o così dicevano. Poi, dalla «battaglia di Seattle» del 1999 dei primi dimostranti antiglobalizzazione, è cresciuto il mito populista della cabala di Davos. Una cittadina svizzera, anonima dietro la coltre di neve, diventa il covo dove una setta di miliardari e potenti si trova........

© Corriere della Sera