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La libertà di scelta

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14.01.2026

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Molti hanno rilevato le somiglianze che ci sono fra il modo di ragionare, nonché quello di operare, di Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping. Ma forse non molti hanno colto che il suddetto trio ragiona esattamente come tanti nostri connazionali, ivi compresi un bel po’ di intellettuali assai presenti nel dibattito pubblico.
Ciò che accomuna Trump, Putin e Xi Jinping, nonché i loro più ferventi seguaci, è il disprezzo per ciò che pensano e vogliono le persone comuni. Putin dice: l’Ucraina è mia e ciò che ne pensano gli ucraini è irrilevante. Xi Jinping dice: Taiwan è mia e al diavolo ciò che vogliono i taiwanesi. Trump dice: la Groenlandia mi serve, e se i suoi abitanti e i danesi non sono d’accordo peggio per loro. D’altra parte, è proprio assumendo l’irrilevanza di ciò che vogliono le persone comuni alle quali si negano sia l’indipendenza di giudizio sia la libertà di agire secondo le proprie convinzioni, desideri o aspettative, che si possono concepire progetti di «spartizione del mondo» (a te la tua zona di influenza, a me la mia). Ogni appartenente al suddetto trio dispone della propria (rivisitata) dottrina Monroe. Tutto questo è chiaro a molti. Ma forse è meno chiaro che lo stesso modo di concepire il mondo è fatto proprio da tanti italiani.

Fortunatamente non si tratta della maggioranza ma di una cospicua minoranza sicuramente. Sono quelli che fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina hanno mostrato........

© Corriere della Sera