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La rissa e gli spari a Montesanto, nel cuore di Napoli: gli indagati erano pronti alla fuga

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La pianificazione dello scontro tra gruppi criminali contrapposti culminato nella lite di lunedì e il ruolo delle donne: le indagini degli investigatori

Secondo gli inquirenti alcuni degli indagati stavano preparando la fuga: un biglietto per l’estero, la richiesta di un passaporto, i bagagli già pronti. C’è stata una pianificazione. Perché quello che è accaduto a Montesanto alle 19 di lunedì non è stato un momento di follia. Gli inquirenti sono chiari: è stato lo scontro fra «soggetti criminalmente contrapposti», due gruppi che si fronteggiano e che hanno trasformato una piazza piena di passanti in un teatro di guerra. Da una parte ci sarebbe Gianluca Calvanese, arrestato poche ore dopo perché trovato in casa con una pistola calibro 9 clandestina e dodici cartucce. Dall’altra Giuseppe Triuolo, il trentenne che nei video recupera una pistola da una Fiat Panda e spara in aria, affiancato da Emanuele Iaccarino, il volto coperto e il Kalashnikov nella mano destra.

Attorno a loro, mogli, compagne, parenti. Perché in questa storia anche le donne non restano sullo sfondo. Triuolo è legato sentimentalmente alla sorellastra di Iaccarino. La compagna di quest’ultimo, Arianna Rossetti, secondo la ricostruzione della Squadra........

© Corriere del Mezzogiorno