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«Genesis – one night with the Orchestra» all'Arena Flegrea, il ritorno dove nacque il mito: 100 musicisti per celebrare il gruppo leggendario

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26.06.2026

Proprio a Napoli, alla vigilia dell'ultimo concerto del loro primo tour italiano del 1972, Tony Banks e Mike Rutherford trovarono l’ispirazione per uno dei loro brani cult

Cinquantaquattro anni possono sembrare un’eternità, eppure, ieri sera, all’Arena Flegrea della Mostra d’Oltremare, il tempo è sembrato piegarsi su se stesso. Poche centinaia di metri separano questo palcoscenico dal Teatro Mediterraneo dove, nell’aprile del 1972, i Genesis tennero l’ultima data del loro primo tour italiano. Sullo stesso palco salirono anche gli amici Osanna di Lino Vairetti, protagonista assoluto della stagione d’oro del progressive napoletano e ieri sera, quasi per una naturale continuità della storia, presente tra il pubblico.

Fu una permanenza destinata a lasciare un segno profondo. Tra un concerto e l’altro, i musicisti inglesi trascorsero un pomeriggio a Edenlandia insieme agli Osanna. Ma soprattutto, a poche centinaia di metri dall’Arena Flegrea, sul tetto dell’allora Hotel Domitiana di viale Kennedy, Tony Banks e Mike Rutherford trovarono l’ispirazione per uno dei manifesti del progressive rock: Watcher of the Skies. Osservando dall’alto le architetture futuristiche della Mostra d'Oltremare immaginarono una creatura aliena che contempla una Terra ormai priva dell'uomo. Quell’intuizione sarebbe diventata uno dei vertici di Foxtrot, pubblicato nello stesso 1972.

È difficile immaginare una cornice più simbolica per “Genesis – One Night with the Orchestra”........

© Corriere del Mezzogiorno