Garofano, l’investigatore scienziato: «Oggi sui social sono tutti criminologi»
È sicuramente il carabiniere più celebre d’Italia: quello che ci ha tenuti tutti col fiato sospeso in attesa di quell’esame del Dna che poteva portare alla risoluzione di un caso giudiziario. E di gialli ne ha risolti tanti, il generale Luciano Garofano, quando al comando del Ris di Parma – dove è stato dal 1995 al 2009 – affrontava, in equilibrio tra scena del crimine e laboratorio d’analisi, i casi di cronaca nera più efferati: dalla strage di Erba, al delitto di Novi Ligure, e poi il caso Cogne, il caso Carretta, quello del serial killer Bilancia, e il delitto di Garlasco ora riaperto a 20 anni dalla condanna di Alberto Stasi.
Garofano è stato anche docente e conduttore televisivo, a riprova della sua grande popolarità. Chi meglio di lui al Festival Treviso Giallo in corso a Treviso fino a domenica (partnership del Gruppo Nem-La Tribuna) poteva raccontare al pubblico come lavora chi, nelle indagini, sta dalla parte della scienza?
Sarà protagonista sabato 21 marzo, alle 18, al Museo Bailo dell’incontro “L’investigazione scientifica” insieme al generale dei carabinieri Roberto Riccardi e al giornalista Alessandro Politi. La moderazione dell’incontro è affidata a Francesco Sidoti dell’Università dell’Aquila. Sarà un viaggio tra tecniche forensi, prove manipolate, metodi per studiare la scena del crimine.
Generale Garofano, l’evoluzione delle tecniche di........
