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Macché latino e mate, gli aspiranti prof si concentrino su pappe per cani e pedagogia

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02.12.2025

Qualche giorno fa, rientrando in casa, sento mia moglie che nel silenzio pre-ritorno della prole dall’asilo snocciolava a voce alta gli studi di non mi ricordo quale ricercatore dal nome slavo inerenti i cani, la loro pappa e l’affezione al prossimo.

Ho ventilato le opzioni: che fosse impazzita, o che avesse deciso di abbandonare la storia greca in cui eccelle per dedicarsi alla veterinaria. L’abbraccio per salutarla, e lei mi guarda sconsolata. Non era nessuna delle due cose che avevo immaginato: stava solo studiando per il prossimo concorso della scuola.

Eh, sì: sono giorni d’esame, in cui tanti giovani (e meno giovani) aspiranti docenti sono chiamati a cimentarsi con il Pnrr3, che non è la sigla di un virus, ma il nuovo concorso di ammissione all’insegnamento nella scuola di ogni ordine e grado.

La prova più importante

Ma cosa c’entrano i cani?, vi starete chiedendo. Bravi: me lo sto chiedendo anch’io.

Fatto sta che da qualche concorso a questa parte la psicopedago-massoneria........

© Tempi