Bisogna meritarlo il primato dell'uomo sulle macchine
Le macchine pensano? E se pensano, come pensano? E soprattutto, che cosa resta all'uomo quando le macchine imparano a fare ciò che per millenni abbiamo considerato una sua prerogativa esclusiva? Sono domande che attraversano il nostro tempo, accompagnando l'irruzione dell'intelligenza artificiale nella vita quotidiana.
Ma forse, come spesso accade, stiamo cercando le risposte alle domande sbagliate. In un bellissimo articolo pubblicato il 21 ottobre su Domani, Federico Leoni chiama in causa un interlocutore inatteso: Karl Marx. Il filosofo che assistette alla prima grande invasione delle macchine nelle fabbriche europee avrebbe probabilmente considerato oziosa la disputa sulla loro intelligenza. Perché il pensiero, nella prospettiva materialistica che Leoni ricostruisce, non è separabile dalla materia e dalle relazioni che la organizzano.
La questione diventa allora un'altra: non quanto siano intelligenti le macchine, ma quanto trasformino l'intelligenza, il lavoro e la vita degli uomini. Ieri assorbivano gesti, competenze, fatica. Oggi assorbono........
