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La Valle dell’Eden ha abolito il male: Cathy il “mostro” è stata sostituita da una donna traumatizzata dal passato (e dunque un po’ vittima)

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07.10.2026

Zoe Kazan e Florence Pugh

La serie “La Valle dell’Eden” è un magnifico adattamento in sette puntate del romanzo del 1952 che John Steinbeck considerava il suo vero capolavoro, un’epica familiare e multigenerazionale basata sull’eternamente attuale vicenda di Caino e Abele (per i più distratti: Caino uccide il fratello Abele, ma prima che il delitto si consumi Dio spiega all’aspirante fratricida che è in grado di dominare il peccato, se lo vuole; lui non lo vuole). La regista è Zoe Kazan, autorità in materia di temi femminili, e nel favoloso cast ci sono fra gli altri Florence Pugh e Christopher Abbott.

Come accade in tutti gli adattamenti, Kazan fa un legittimo lavoro di interpretazione e ricomposizione di un classico della letteratura. Facendolo, però, scivola su una questione non proprio secondaria – il male – e finisce per cedere alla banalità contemporanea del trauma e del disagio patologico come chiave per interpretare il cattivo. Spieghiamo meglio.

La regista dà un ruolo centrale (si vede già da quella che un tempo si chiamava locandina) al personaggio di Cathy Ames. Come sa chiunque abbia letto il romanzo, Steinbeck presenta da subito Cathy........

© Quotidiano