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Calabrone, la puntura che può diventare un’emergenza: chi rischia e come salvarsi

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18.08.2026

La morte del naturalista Manuel Mongini dopo una puntura riporta l’attenzione su un rischio raro ma reale: lo shock anafilattico. Come riconoscerlo, perché può essere fulminante e come proteggersi.

Un dolore improvviso all’orecchio, il rientro in casa, una pomata lenitiva e poi, nel giro di pochi minuti, la perdita di conoscenza. È la sequenza drammatica della morte di Manuel Mongini, 74 anni, naturalista e ornitologo del Novarese, punto da un calabrone pochi giorni addietro mentre raccoglieva ortaggi nell’orto della sua abitazione a Soriso. L’uomo ha perso conoscenza circa cinque minuti dopo la puntura, prima che fosse possibile prestargli soccorso. A rendere ancora più tragica la vicenda c’è una coincidenza: anni prima anche il suo cane era morto in seguito a una puntura di calabrone. La storia di Mongini non significa che una puntura di calabrone sia normalmente letale. Al contrario, nella maggior parte dei casi provoca dolore, arrossamento e gonfiore localizzato, destinati a ridursi spontaneamente. Il problema è che, in una minoranza di persone, il veleno può innescare una reazione allergica sistemica, l’anafilassi, capace di evolvere rapidamente fino alla compromissione delle vie respiratorie, a un brusco calo della pressione arteriosa, alla perdita di coscienza e all’arresto cardiaco. È una vera emergenza medica e non bisogna aspettare che i sintomi diventino tutti evidenti prima di chiamare i soccorsi. Il dato forse più importante è proprio questo: non è necessario essere stati punti molte volte perché una puntura diventi pericolosa. L’allergia al veleno degli imenotteri può comparire anche dopo precedenti punture che avevano provocato soltanto una reazione locale. Le linee guida dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) spiegano che le reazioni sistemiche alle punture di imenotteri sono state riportate fino al 7,5% degli adulti e al 3,4% dei bambini, con una gravità molto variabile. Non è quindi corretto parlare semplicemente di “puntura........

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