Il fantasma di Alì Khamenei una minaccia per l’Occidente
Prima che lo spazio aereo iraniano chiuda, per il corteo funebre della Guida Suprema Alì Khamenei che si svolgerà lunedì per le strade di Teheran, il regime si tutela schierando gli scudi umani. Sono un centinaio di dignitari e diplomatici stranieri, condotti ieri davanti alle bare delle vittime del raid aereo del 28 febbraio scorso, lanciato da Stati Uniti e Israele. E da oggi al 9 luglio, saranno le persone in lutto - le autorità sciite se ne attendono 15-20 milioni - a celebrare la memoria dell’ex Guida Suprema della Repubblica Islamica nella capitale, ma anche a Qom e Mashad, le “città sante” coinvolte nei riti di commiato. E a minacciare l’Occidente, rivendicando la “vittoria” contro il Grande e il Piccolo Satana. Il primo avvertimento arriva dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) contro qualsiasi «errore di calcolo», promettendo una risposta «più decisiva e schiacciante che mai». In un comunicato, i Pasdaran hanno sottolineato che tutte le forze armate iraniane sono in «piena prontezza di combattimento» e pronte a fronteggiare il «nemico». «Questo non è un semplice dispiegamento militare - si legge nel testo ma la prova del........
