CinemAmbiente in Valchiusella parla di biodiversità
La biodiversità come chiave di lettura del presente e del futuro, il cinema come strumento per comprendere la crisi climatica e il territorio della Valchiusella come esempio concreto di equilibrio tra uomo e natura. È attorno a questi tre pilastri che ruota l’ottava edizione di CinemAmbiente in Valchiusella, in programma fino al 9 agosto negli otto Comuni della valle.
Un festival che negli anni è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti culturali e ambientali più significativi dell’estate canavesana, mantenendo una formula itinerante capace di coinvolgere amministrazioni, associazioni e cittadini. Cinemambiente è organizzato dall’omonima associazione in collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Drusacco, con il patrocinio della Regione Piemonte e con il sostegno degli otto Comuni, del Gal Valli del Canavese, della Città metropolitana, del Museo Regionale di Scienze naturali e del Bim-Bacino imbrifero montano Dora Baltea Canavesana.
Per il terzo anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Lia Furxhi, che ha costruito un programma ricco di documentari, incontri, laboratori, spettacoli e ospiti, con un filo conduttore ben preciso: raccontare il legame tra l’uomo e la natura e stimolare una riflessione sulle grandi sfide ambientali del nostro tempo. Lia Furxhi, in una intervista alla Sentinella, racconta le ragioni della scelta di dedicare l’edizione 2026 alla biodiversità, il valore di una manifestazione profondamente radicata nel territorio e le sfide che attendono il festival negli anni a venire.
Lia, l’edizione 2026 mette un particolare accento sul concetto della biodiversità al centro della programmazione. Perché avete scelto questo tema e in che modo crede che il cinema possa contribuire a far comprendere questo concetto al grande pubblico?
«La biodiversità è un tema sempre più centrale del cinema ambientale contemporaneo, protagonista di molti film in grado di mostrare quello che sta accadendo. I........
