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Per dispetto e per affetto: GBG e Roma come limite

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01.10.2019

Gianni Berengo Gardin Roma è una mostra curata da Giuliano Sergio al Casale di Santa Maria Nova sull'Appia Antica. Dal catalogo pubblicato da Electa anticipo volentieri un brano del mio testo.

[...]

Roma è stata una città di confine, per Berengo. Forse il suo anti-genere di città.

Navigatore solitario, figlio di due repubbliche marinare. Mentre Roma è capitale di imperi terrestri, ed è una città mediterranea, quasi levantina, così lontana dalla Milano calvinista, per non dire dalla Parigi intellettuale, che sono state le città madri, le metro-polis di Berengo.

Roma è una città al limite dei suoi gusti, credo. Non dev’essere un caso che, quando lui e Luciano D’Alessandro si spartirono la Penisola per quel capolavoro di fotografia sociale che fu Dentro le case, Roma fu il confine osmotico delle rispettive aree di ricerca.

Comunque a Roma Berengo è tornato tante volte, da professionista. Quando andò a mostrare le sue fotografie a Pannunzio, al Mondo, e diventò uno dei più grandi fornitori di immagini di quel settimanale storico. Quando accettò........

© La Repubblica