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Inchiesta Palude, la Procura: atti utilizzabili nonostante le contestazioni

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«La questione sollevata sull'inutilizzabilità degli atti non è una questione preliminare e non può essere decisa anticipatamente rispetto al merito. Queste questioni vanno valutate nel momento in cui l'atto sarà utilizzato come prova. E se il giudice ritiene di dover decidere su questo punto, noi riteniamo che siano utilizzabili». Così la pm di Venezia Federica Baccaglini, prendendo la parola davanti al gup Andrea Innocenti nell'udienza preliminare a carico di oltre 25 imputati, tra cui il sindaco veneziano Luigi Brugnaro, nel procedimento scaturito dalla cosiddetta inchiesta Palude.

Secondo diverse difese, infatti, sarebbero da considerarsi "inutilizzabili" tutti gli atti depositati dai pm "dopo il novembre 2022", in quanto le indagini non sarebbero state prorogate regolarmente alla scadenza dei termini. La sostituta procuratrice Baccaglini, che ha coordinato l'inchiesta con il collega Roberto Terzo, ha ripercorso in aula la cronologia delle diverse iscrizioni degli indagati a partire dal 4 aprile 2022, quando furono iscritti con l'ipotesi di corruzione il sindaco Brugnaro, i suoi collaboratori Morris Ceron e Derek Donadini e il magnate di Singapore Ching Chiat Kwon. Tutte le iscrizioni successive fino al novembre 2024, per la Procura, "hanno fatto ridecorrere i termini e rendono utilizzabili tutti gli atti acquisiti successivamente". Sul punto dovrà esprimersi il giudice.

L'udienza è stata rinviata al prossimo 24 aprile, quando potrebbero anche essere sentiti i primi imputati che decidono di sottoporsi all'esame davanti al gup.  Il sindaco Brugnaro, fino ad ora, non è mai stato presente in aula.


© La Nuova di Venezia