Spopolamento, turismo e futuro di Porto Marghera: l’Agenda Venezia, tra fragilità e speranza
Cinquantatrè anni dopo la prima Legge Speciale, dopo miliardi di euro spesi in progetti non sempre utili alla sua sopravvivenza, Venezia è un po’stufa della sua specialità. Vorrebbe tornare a essere una città “normale”, con i suoi abitanti, i suoi artigiani, il suo sviluppo non soltanto mirato al turismo, la manutenzione delle sue pietre e la salvaguardia della sua laguna. Ma la strada è ancora lunga. I problemi aperti sono tanti. E non sempre ci si ricorda che Venezia è davvero speciale in tutto.
La nuova delega alle Specialità territoriali e alla valorizzazione dell’area industriale di Porto Marghera potrebbe aiutare. Collaborazione istituzionale tra Regione, Comune e governo nazionale. Non solo i finanziamenti – che restano una necessità – ma soprattutto fari sempre accesi sulle emergenze, in parte ormai croniche e mai risolte.
Il catalogo è lungo. E per risolvere le emergenze, ora è chiaro, non bastano gli strumenti ordinari e non servono come si è visto i commissari straordinari. C’è bisogno di politiche “dedicate” come ha detto il presidente della Regione Alberto Stefani. La città d’acqua è unica e fragile. Il suo entroterra........
