1 aprile, lo scherzo della Torre di Pisa: “Diventerà un resort da 20mila euro a notte”
Torre di Pisa (foto Ansa)
Firenze, 1 aprile 2022 - “Quando si scherza bisogna essere seri” diceva Alberto Sordi interpretando uno che di scherzi se ne intendeva, il Marchese del Grillo nel famosissimo film di Monicelli. E infatti furono in tantissimi a cascarci, il 1 aprile del 2015, quando la ‘notizia-burla’ sulla Torre di Pisa arrivò dall’autorevole Telegraph.
Lo scherzo sulla Torre di Pisa
Il Telegraph annunciò la nascita dell’hotel “3,99 gradi”, dal costo di 20mila euro a notte, che rifletteva l’angolo di inclinazione della Torre. Ogni stanza doveva avare un nome legato al Rinascimento, da Leonardo a Michelangelo, ma per soggiornare nella suite Galileo in cima il prezzo saliva fino a 50mila euro, la più cara al mondo, sorpassando così il record detenuto dalla Royal Penthouse Suite al President Wilson Hotel di Ginevra (41,672 sterline a notte). A siglare l'accordo col Comune, a corto di liquidità, sarebbe stato un anonimo investitore di Dubai che avrebbe sottoscritto, stando a indiscrezioni, un contratto della durata di 50 anni. Costoso sì, ma utile, visto che parte del ricavato sarebbe servito a ristrutturare il monumento pendente. L’articolo era firmato da Oliver Smith. Peccato fosse tutto uno scherzo. Come si poteva notare da una particolarità: i letti dell’albergo avrebbero avuto le gambe di differente lunghezza.
Primo aprile, perché è il giorno degli scherzi
Il primo aprile è la giornata per eccellenza dedicata agli scherzi. Si sono fatte varie ipotesi sull’origine di questa ricorrenza: c’è chi la fa risalite alla festa dell’equinozio di primavera che si celebrava nell’antica Roma dal nome inequivocabile: Hilaria, nel quale era lecito ogni scherzo. Un’altra ipotesi la fa risalire alla Francia del XVI secolo, quando era in uso festeggiare il Capodanno in questo periodo con lo scambio dei doni. Con l’adozione del calendario Gregoriano, che fece coincidere il primo dell’anno con il primo gennaio, rimase in aprile solo l’usanza si scambiarsi pacchi dono, ma vuoti. Secondo altri, l’origine ha a che fare proprio col mare e coi pescatori, che spesso di questo periodo tornavano a casa a mani vuote, e perciò venivano scherniti. Comunque sia, oggi la burla è dietro l’angolo, e nell’era digitale corre anche sul web. C’è dunque da aspettarsi di tutto, anche e soprattutto in Toscana, terra di scherzi per eccellenza. Come ogni anno, i buontemponi potranno sbizzarrirsi, come del resto fanno da tempo, escogitando sempre nuove, credibili, esilaranti burle, tra il serio e il faceto. Ma in attesa di conoscere quali spassose sorprese ci aspettano durante tutta la giornata, ripercorriamo gli scherzi più divertenti messi a segno in Toscana in questi anni.
Le teste di Modigliani
Era il 1984 quando nei fossi di Livorno vennero rinvenute le teste attribuite erroneamente all’artista più famoso della città toscana, di cui ricorreva proprio quell’anno il centenario della nascita. Una burla storica che però a quel tempo ha ingannato quasi tutti, compresi critici d’arte, esperti e periti. “Era solo uno scherzo – raccontò poi Pier Francesco Ferrucci, uno degli autori delle false teste attribuite a Modigliani – ma ancora oggi quella vicenda mi fa sorridere".
Pisa cede a Lucca, Livorno e Firenze parti del territorio
I quartieri lo appresero con stupore la mattina, dai manifesti incollati sui muri a firma del fantomatico assessore GianLuigi Mario Chiappa. Che ufficialmente annunciava la ‘resa’ di Pisa, disposta a cedere alle province di Livorno, Firenze e Lucca i quartieri di Porta a Mare, Porta Fiorentina e Porta a Lucca. Ovviamente la vita per gli abitanti sarebbe cambiata radicalmente. E così chi abitava a Porta a Lucca avrebbe dovuto pagare 3,30 euro ogni volta che usciva o entrava nel quartiere. Andò peggio a quelli di Porta fiorentina, chiamati a “ricreare a proprie spese una festa parallela alla Luminara” con tanto di fuochi d’artificio, pena l’obbligo di affiggere la bandiera fiorentina su ogni balcone.
A Roccastrada arriva Papa Francesco
È un autentico scherzo made in Maremma quello messo a segno dal gruppo “Roccastradini del mondo” che attraverso alcuni articoli pensò bene di lanciare notizie a dir poco sensazionali, come quello della visita del Santo Padre. Peraltro corredate dalla foto di Papa Francesco davanti alla chiesa del paese. Seguita da un’altra mega burla, che ha avuto per protagonista Gianna Nannini, felicissima di donare 500mila euro a Montemassi per il recupero del castello nel quale alcuni esperti tedeschi di un fantomatico istituto, avevano riconosciuto il dipinto di Simone Maritini. E per dare un tocco di veridicità all’articolo, anche una dichiarazione della cantante, che avrebbe ammesso: «Non avevo dubbi che fosse a Montemassi, ci pensavo ogni settimana quando ero piccola per andare al mare a Follonica e sognavo fin da allora di sciogliere il mistero del quadro». E alla fine inaugurazione in musica, col concerto della stessa Nannini.
Grassina, l'uomo preistorico e la guerra con Antella
La scoperta era destinata ad essere di quelle sensazionali per l’archeologia, e per riscrivere la storia del territorio: nel corso degli scavi per la Variante di Grassina erano emersi i resti di un uomo preistorico. La notizia la diffuse un portale, firmata da un certo Gerd ‘Fischer’, che in inglese significa, guarda caso, ‘pescatore’. E come se non bastasse, per accaparrarsi l’avo, non poteva non scoppiare l’ennesima guerra con Antella.
“C’è una balenottera spiaggiata"
Nell’era dei social gli scherzi pullulano a suon di post. Come quello di un utente di Facebook che dopo aver pubblicato una foto di una balenottera spiaggiata a Follonica, commentò: «Un cetaceo, una balenottera, si è spiaggiata poco dopo l’alba a Pratoranieri (poco prima del Villaggio Svizzero). Sul luogo ci sono già gli addetti che hanno delimitato il luogo e si è formato un cordone di persone che passandosi dei secchi per tenere bagnato il povero animale. A quanto ho capito stanno parlando di riportare in mare l’animale in mattinata con un elicottero. Speriamo vada tutto bene».
Amici di Pisa chiude per “antipisanità diffusa”
«L’antipisanità diffusa, la sfrenata ambizione, i tradimenti, le insopportabili pressioni esterne» Queste le ragioni per cui l’associazione “Amici di Pisa” aveva deciso di chiudere i battenti. A comunicarlo, in una nota, il presidente Franco Ferraro. Ma fortunatamente era solo uno scherzo.
© Riproduzione riservata
