“Riserva di carica” racconta le minacce contemporanee
Dato che la Storia s’incaponisce a non finire, l’ordine post-Yalta e post-1989 a organizzare il pianeta, i quattro cavalieri dell’Apocalisse a ritirarsi in pensione, tornano all’attenzione anche gli strumenti con i quali il potere politico aveva governato e assicurato l’esistenza delle comunità umane: per prima la ragion di Stato. Lorenzo Castellani che ha già pubblicato dal 2020 saggi originali sulle istituzioni e sul potere contemporaneo, in questo continua nell’analisi. Affermando che l’ordine post-comunista rivela ormai la propria fragilità. Non solo perché crisi e guerre sono sotto gli occhi di tutti: ma ancor prima a livello culturale. E ne ha fatto le spese la ragion di Stato, che è poi la risorsa in mano al potere per superare le emergenze, quella che (almeno) – nelle categorie su cui si è sviluppato il pensiero politico e giuridico, da Machiavelli in poi, è la risorsa decisiva. Castellani sostiene che in ogni ordinamento politico c’è una “riserva di carica” ovvero una forza che ha la stessa funzione che hanno le riserve nella strategia: entrano in campo quindi la prima linea non riesce a fronteggiare la situazione creatasi. Se Maurice Hauriou paragonava l’istituzione statale........
