Giovani, social e violenza: il gesto estremo arriva dopo segnali ignorati. Tra disagio mentale, esposizione digitale e vuoto educativo
Prima il tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa a Trescore Balneario, poi l'arresto di un diciassettenne residente a Perugia, accusato di star progettando una strage a scuola. Due fatti distinti che convergono nello stesso punto cieco: il sottobosco digitale
Il tredicenne di Trescore Balneario che il 26 marzo ha accoltellato la sua insegnante di francese, Chiara Mocchi, ha ripreso l’aggressione in diretta su Telegram. Il video è stato poi condiviso anche da alcuni tra i principali siti di informazione, producendo un evidente rischio emulativo e violando la deontologia professionale, oltre a ledere i diritti della vittima, esposta pochi istanti prima dell’aggressione. Questo serve a inquadrare le responsabilità e la sottovalutazione di questi strumenti anche da parte di chi dovrebbe utilizzarli con rigore per fare informazione e invece cede alla logica del click per aumentare visibilità.
Nelle stesse ore è emersa la notizia dell’arresto di un diciassettenne residente a Perugia, accusato di star progettando una strage a scuola e di frequentare un gruppo Telegram legato alla cosiddetta “razza ariana”, mentre lavorava anche alla fabbricazione di armi.
Due fatti distinti che convergono nello stesso punto cieco: il sottobosco digitale in cui molti ragazzi entrano per appartenere e ottenere riconoscimento, per carpire informazioni pericolose che gli adulti troppo spesso ignorano o fingono di........
