menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Perché gli odiatori non sono più un corpo estraneo

12 0
03.07.2026

Il linguaggio del rancore è praticato ovunque: dalla politica e dai media. È lo specchio di un Paese incattivito

Che Paese stiamo diventando? Sguazziamo nelle fogne. Ci crogioliamo nei miasmi. La cloaca non corre più in sotterranea. La attraversiamo. È il passaggio obbligato della nostra quotidianità. Non è solo questione di social. Che in definitiva sono mezzi, governati dalla dittatura degli algoritmi che premiano la narcisistica esibizione del peggio. Ha avuto ragione Giorgia Meloni a reagire agli hater scatenatisi sulla vicenda che ha colpito la ministra Eugenia Roccella. Neanche il tabù della morte ferma il livore via clic. Non ha risparmiato dall’onda omofoba Mirko Moriconi e sua madre. E l’uccisione del piazzaiolo di Reggio Emilia Raffaele Stipa non ci ha salvato dall’ennesimo gratuito “dagli al nero” di marca leghista. Ecco perché non basta indignarsi. Ci si dovrebbe chiedere se non ci sia........

© L'Espresso